A partire dal 1902 l’Abruzzo ha arricchito il suo patrimonio culturale con il riconoscimento a “monumento nazionale” della maestosa basilica di Santa Maria di Collemaggio, un edificio religioso sito all’Aquila che sorge appena fuori la cinta muraria sull’omonimo colle e di cui a breve ne scopriremo storia e dettagli.

La Basilica di Collemaggio

La storia di questa Basilica è molto lunga e ricca di avvenimenti, siccome per noi è importante farvi conoscere la storia di ciò che vi proponiamo senza annoiarvi troppo, della suddetta storia ne ripercorreremo solo gli eventi più significativi.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio fu fatta edificare per volontà di Pietro Angelerio da Morrone e nella stessa l’eremita ricevette le insegne papali nel 1294. La storia vuole che l’allora eremita benedettino decise di far sosta nei pressi de l’Aquila dove vide in sogno la Vergine la quale le disse di costruire li una chiesa in suo onore. Cosi prese vita il progetto della chiesa che fu consacrata nel 1288. In realtà il sito su cui è stata eretta la chiesa era precedentemente occupato da un altro edificio religioso noto come chiesa di Santa Maria dell’Assunzione. Ad ogni modo, grazie alle vicende che si legarono alla storia del “pontefice eremita” la chiesa accrebbe rapidamente la sua popolarità rendendo necessario lavori di abbellimento. Ai lavori di abbellimento si sommarono poi quelli resi necessari dai terremoti che danneggiarono la basilica. Al termine dei vari e lunghi lavori, nel XVI secolo fu aggiunto il mausoleo di Celestino V. Nel 1703 il “grande terremoto” che colpì l’Aquila distrusse nuovamente parte della chiesa, i lavori iniziarono subito e nel 1736 furono completati. All’aspetto sfavillante del nuovo interno barocco si contrappose, tuttavia, un rifacimento esterno piuttosto dimesso con la volumetria movimentata dal solo tamburo ottagonale della cupola. Gli ultimi importanti rinnovamenti sulla basilica si verificarono nella seconda metà del XX secolo. Se i rinnovi cessarono, altrettanto non si può dire per i lavori di restauro; nel 2009 un nuova sequenza sismica ferì nuovamente la città devastando il suo patrimonio artistico e monumentale e colpendo in modo evidente anche la basilica di Santa Maria di Collemaggio. Anche se messa rapidamente in sicurezza, la basilica è rimasta aperta per poco e nel 2013 è stata nuovamente chiusa al pubblico. Il 25 novembre 2015 si è dato inizio ai lavori di restauro, finanziati e sponsorizzati dall’Eni. In base alle previsioni, i lavori dovrebbero avere una durata di due anni, per cui entro il mese di dicembre di quest’anno ci si aspetta la riapertura al pubblico della chiesa.

Descrizione della chiesa

rosone della facciata

Dopo aver preso atto della travagliata storia di questa chiesa, possiamo scoprirne i dettagli che la rendono così unica.

Esterno

Il punto di forza della struttura è sicuramente la facciata che viene considerata la massima espressione dell’architettura abruzzese. Realizzata su stampo romanico-gotico si staglia quadrangolare al termine di una piazza verde. Il perimetro della chiesa è circoscritto da lesene angolari ed è suddivisa verticalmente da due cordonature che individuano la navata centrale. Complessivamente lo spazio è suddiviso in nove settori. A ben osservare gli elementi decorativi della facciata, si possono in qualche modo notare le vicissitudini storiche di cui sopra abbiamo parlato in quanto presentano un’eterogeneità di maestranze,  ad esempio, la differenza tra il rosone destro, simile a quello presente in San Silvestro e gli altri due che mostrano decorazioni elaborate d’influenza francese, più affini al rosone di Santa Giusta. Il portone principale della chiesa si presenta con archi concentrici a tutto sesto impostati su due pilastri e tabernacoli cuspidati; i portali laterali sono invece in stile neo-romanico.

Un elemento dell’esterno che va sottolineato è la “Porta Santa” portale monumentale posto a sinistra della basilica e così chiamato perchè legato alle celebrazioni della “Perdonanza Celestiniana” un evento storico religioso che si tiene annualmente all’Aquila il 28-29 agosto.

Interno

mausoleo di celestino V

Osservando gli interni si notano le influenze delle chiese sulmonesi di Santa Maria della Tomba e San Panfilo. Lo spazio è diviso in tre navate, le arcate sono otto per lato, ogivali e poggiate su pilatri a pianta ottagonale. La copertura lignea a vista, molto semplice, sostituisce il pregevole soffitto a cassettoni di stampo barocco smantellato durante il discusso restauro novecentesco. La zona absidale è stata pesantemente ritoccata nel corso degli anni ed oggi si presenta con due tribune laterali a semi ottagono e di una tribuna centrale di forma ottagonale all’interno e quadrata sul volume esterno, mentre il coronamento è divenuto a padiglione. Il coro è in stile gotico a due campate con colonne a piante ottagonale e capitelli lavorati finemente.

In conclusione

Prima di lasciarvi, ci sentiamo in dovere di precisare che quanto abbiamo scritto è risalente a prima dell’ultima chiusura della chiesa e che la descrizione che vi abbiamo proposto non è certamente esaustiva di tutti i dettagli presenti nella basilica. Per questo motivo vi suggeriamo di aspettare la riapertura del sito e vedere con i vostri occhi quanto avete letto.