Già in passato vi abbiamo parlato dell’esistenza di un club denominato “i borghi più belli d’Italia” e che raggruppa al suo interno tutta una serie di borghi che per la proprie caratteristiche vengono considerati meritevoli di quel titolo. Anche la città che oggi analizzeremo fa parte di questo club, si chiama Venosa ed è conosciuta anche come la città che diede i natali ad Orazio il “poeta del carpe diem”.

Benvenuti a Venosa

Partiamo dalle basi. Venosa è un comune in provincia di Potenza che si trova nel territorio del Vulture, considerata tra i borghi più belli d’Italia. La città è sita nel nord della Basilicata su un altopiano compreso tra due valli ed è circondata da una rigogliosa vegetazione e da numerose alture. Per quanto riguarda il clima, è di tipo temperato-sublitoraneo con estati calde e secche e inverni piuttosto freddi e umidi. Venosa è ricca di monumenti religiosi e di architetture civili e militari che rendono molto interessante la visita ai turisti e che in seguito vi accenneremo brevemente.

La storia del borgo, dalle origini ai giorni nostri

chiesa incompiuta

Grazie ad una necropoli neolitica rinvenuta dagli archeologi, è certa la presenza umana nel territorio venusino sin dalla Preistoria. Si suppone che la cittadina sia stata fondata dai romani nell’anno 291 a.C. e che venne dedicata a Venere. In seguito alla guerra annibalica la città fu ridedotta (200 a.C.ca.), con l’invio di nuovi coloni. Nel 190 a.C. la fondazione della Via Appia è occasione di forte sviluppo del centro. La nuova vita di Venosa fu fortunata, la città iniziò a svilupparsi e proprio qui ebbe i suoi natali il poeta Quinto Orazio Flacco. Con l’età imperiale, nei primi periodi dell’avvento del Cristianesimo (intorno al 70 d.C.), si insediò a Venosa una delle prime comunità ebraiche in Italia instaurando una buona convivenza con la popolazione locale.

Il medioevo segnò la caduta dell’Impero Romano e l’inizio delle invasioni barbariche. Quelli che seguirono furono anni duri, Venosa fu difatti invasi dagli Ostrogoti, conquistata dai Longobardi, saccheggiata dai Saraceni, dominata dai Bizantini e poi riconquistata dai Normanni. Con la venuta degli Svevi, Federico II fece costruire un Castello, eretto in un luogo ove esisteva un fortilizio Longobardo dell’XI secolo, a cui assegnerà la funzione di Tesoro del Regno (Ministero delle Finanze). Questo castello nel 1200 diverrà sede del convento dei Frati Agostiniani ed in seguito verrà consegnato ai Padri Trinitari che ancora oggi albergano nell’edificio.

Dopo un continuo avvicendarsi di signori feudali, la città fu concessa in feudo agli Orsini nel 1453. Nel 1561 si insediarono gli Aragonesi che divennero principi di Venosa rendendo la città un importante centro di attività culturali, intellettuali e artistiche e proprio in questi anni furono costruiti importanti centri culturali quali l’Accademia dei Piacevoli e dei Soavi e l’Accademia dei Rinascenti. Il Terremoto del Sannio del 1688 colpì la città causando danni ad edifici pubblici e privati. Pochi anni dopo subì ulteriori forti danni a causa del Terremoto dell’Irpinia e Basilicata del 1694.

Dopo anni di ripresa Venosa conobbe un nuovo periodo di crisi nel 1849 quando si instaurò  un durissimo astio tra possidenti terrieri, chi era favorevole alla cessione di quote di terre ai contadini e chi invece era contrario. Il disaccordo sfociò in una vera e propria guerra civile. Il conflitto fu duramente represso nel sangue e molte persone furono segregate nelle prigioni del Castello. Ulteriori danni furono apportati dal terremoto del 1857.

L’unità d’italia del 1861 non migliorò le sorti di Venosa che fu prima occupata da briganti. Nel 1908 avvenne il passaggio dall’illuminazione a petrolio e gas a quella elettrica. Fu colpita dal Terremoto del Vulture del 1930: alcune case crollarono, molte furono lesionate. Nel 1944, nell’ultimo periodo della Seconda guerra mondiale, fu costruita una pista di volo per le truppe del 485º Gruppo da Bombardamento dell’USAAF. Al termine della Seconda Guerra Mondiale al momento del voto per decidere tra monarchia e repubblica la maggioranza della popolazione votò per la monarchia.

Visitare Venosa

Chiesa del Purgatorio

Dopo avervi parlato della lunga storia di questa città, è arrivato il moemtno di caire perchè Venosa è una città assolutamente da visitare

Iniziamo con il dirvi che a pochi passi del paese riposano i resti dell’antica città romana testimonianza del glorioso passato della capitale, mentre, nelle viuzze di Venosa il visitatore può andare alla ricerca di quella che la tradizione considera la casa del celebre poeta latino Orazio Flacco. Altro monumento interessante che testimonia la storia di Venosa è l’incompiuta abbazia dell’XI secolo che doveva diventare immensa ma oggi non è che misteriose mura e un tetto di stelle. Raggiungendo il centro del paese si può ammirare l’imponente castello di Pirro del Balzo risalente al 1470 e che tra le sue mura custodisce il Museo Archeologico Nazionale. A soli pochi passi da Venosa vi è poi la bellissima abbazia della Santissima Trinità, al cui interno trovate preziosi affreschi e le spoglie del condottiero normanno Roberto il Guiscardo. Ultima cosa che vi segnaliamo è poi il Parco Archeologico che testimonia il periodo repubblicano della città.

Se oltre alla storia poi vi interessa anche gustare i sapori del posto, sicuramente dovete fermarvi ad assaporare un bicchiere di Aglianico e magari farvi raccontare qualche storia del posto mentre lo gustate.