Nel piccolo comune di Tropea ogni anno nella stagione estiva si riversano numerosi turisti. Molti vanno a villeggiare per via della bellezza delle acque, altri per la tranquillità di un piccolo comune ma qualunque sia la motivazione che vi spingerà a visitare tropea sicuramente ci sarà una tappa obbligatoria da fare: visitare la Chiesa di Santa Maria dell’Isola.

Il Santuario sullo scoglio

la chiesa di Santa Maria

Il monumento di cui oggi vi vogliamo parlare affascina sin dalla sua prima vista, uno sguardo fugace in lontananza e già si viene rapiti. La singolare bellezza della struttura la si nota sin da subito grazie alla sua posizione, il santuario difatti sorge su di uno scoglio di arenaria che fino a qualche secolo fa era circondato dal mare. Il santuario si trova in città da più di mille anni ed oggi è proprietà dell’Abbazia di Montecassino, la struttura è dedicata alla Madonna dell’Isola ed è meta tanto turistica quanto religiosa. Nel corso dei secoli, a causa dei violenti terremoti e, probabilmente, delle varie incursioni, il complesso ha subito vari restauri e rifacimenti tanto da non conservare più all’esterno l’assetto originario, gli interni però mantengono elementi architettonici risalenti agli anni in cui il santuario fu eretto.

La storia del Santuario

Di nozioni certe sulle origini della chiesa non ce ne sono ma grazie al lavoro compiuto dagli storici possiamo dire che verosimilmente ci sia stato un insediamento iniziale di monaci eremiti proveniente dalla Grecia. Città e Santuario facevano parte, assieme a tutta la Calabria, del dominio di Bisanzio e tale rimase sino all’arrivo dei Normanni. La nuova dinastia normanna apportò numerose modifiche alla basilica “duchi normanni Sichelgaita e suo figlio Ruggiero Borsa. Stando ai documenti rinvenuti, attorno all’anno 1066 i Normanni donarono la chiesa ed alcuni territori dei dintorni all’abate di Montecassino che in seguito divenne papa Vittore III. A testimoniare questo lascito vi è l’incisione su di una formella bronzea della Basilica di Montecassino e che attesta l’appartenenza di Santa Maria di Tropea. Come detto in precedenza la chiesa che oggi si ammira non è uguale al modello originario poichè è stata soggetta a varie opere di restauro che l’hanno modificata. La base originaria era di forma quadrata con vano centrale circondato da peribolo e volta a botte. In età gotica l’edificio fu modificato ed espanso. Qualche secolo dopo l’edificio subì una radicale trasformazione. Fu sventrato nella parte centrale. Vi furono aggiunti i pilastri ed archi con volta a botte. Ulteriore modifica fu apportata sul finire del 700 con l’aggiunta di un portico ma questo portico fu però in parte eliminato da interventi postumi alla sua creazione. L’ultimo rifacimento risale al 1908, dopo che il terremoto del 1905 ha distrutto una parte del portico; gli ultimi restauri, invece, al 2010-2011.

La leggenda della chiesa

Un edificio tanto antico non può non avere una leggenda che lo permea di un pò di mistero. La leggenda narra di come la vergine sia giunta a Tropea. Secondo quanto si narra, una nova proveniente dall’Oriente fece giungere sull’isola una statua della Vergine.  Il popolo scese al lido, insieme al vescovo e al sindaco per festeggiare l’arrivo della statua in legno della Madonna ed i capi del paese decisero di porre quella effige in una nocchia naturale all’interno di una grotta presente nello scoglio della rupe. L’effige era però troppo grande per entrare in quella nicchia e cosi fu chiamato un falegname per risolvere il problema tagliando le gambe della Madonna. Quando la sega del falegname fu poggiata sulla statua però, gli si paralizzarono le braccia e il sindaco ed il vescovo morirono di colpo. Nei giorni a seguire la Madonna iniziò a graziare il suo popolo, compiendo atti miracolosi per gli ammalati che venivano condotti, dove venne posata la Madonna. Tuttavia della statua miracolosa si sono perse le tracce.