Il Cilento è una nota subregione montuosa situata in Campania, più precisamente in provincia di Salerno. La zona cilentana è ricca di borghi, spiagge e paesaggi veramente unici e di fatti è anche una delle zone più frequentate dai turisti. Conoscere tutto il Cilento è sicuramente un’esperienza che richiede tempo ma nel mentre che decidete da dove partire, abbiamo pensato di parlarvi di uno dei comuni più affascinanti che ospita questa parte della Campania: Castellabate ed i suoi borghi

La storia del comune sparso di Castellabate

Porto di castellabate

Prima di iniziare il nostro viaggio nel passato e nel presente di Castellabate, si deve fare una piccola precisazione, questo borgo è un comune sparso ossia un comune la cui denominazione è diversa da quella della frazione in cui ha sede l’ente locale.

Il nome di questo borgo viene collegato al castello di Sant’Angelo, costruzione voluta dall’abate Costabile Gentilcore e sorta sull’omonimo colle. Dopo la morte dell’abate la volontà del popolo fu quella di donare alla fortezza il nome del suo ideatore e dunque Castrum Abatis da cui la traslitterazione “Castellabate”.

Da un punto di vista storico Castellabate riprota i primi segni di vita già nella preistoria ma le prime notizie ufficiali risalgono al 977, anno in cui il vescovo di Paestum Pandone vendette alcuni possedimenti terrieri a dei marinai di Atrani. Dominata inizialmente dai Saraceni questa terra cadde nelle mani principe longobardo Gisulfo II do Salerno che donò dette terre all’abate della badia di Cava Leone I. I benedettini svolsero un encomiabile lavoro nella gestione del territorio e come ricompensa ottennero il permesso da parte di Guglielmo II di Puglia per costruire una fortezza con la quale difendere la popolazione dagli attacchi dei pirati saraceni.

Il segno caratteristico della città, ovvero il castello, sorgerà per volontà di Costabile Gentilcore quarto abate della Badia di Cava, nel 1123 ma i lavori si completarono sotto l’abbaziato di Simeone. Il castello si rivelò essere un valido presidio, grazie anche ai benefici derivati dalla sua posizione naturale e divenne in breve la più importante baronia del Cilento. Durante la guerra angioina-aragonese il castello subì gravi danni e venne conquistato nel 1286 dagli Almugaveri agli ordini di Giacomo I di Sicilia, che lo tennero fino al 1299 quando fu ripreso dagli Angioini di re Carlo II d’Angiò. Fu quest’ultimo a laicizzarlo e ad affidarlo a Giacomo si Sant’Amando. Per circa quarant’anni Castellabate ospitò dunque un presidio della corona ma nel 1349 il castello fu restituito alla Badia di Cava dalla regina Giovanna I di Napoli.

A partire dal 1806 Castellabate verrà ufficialmente riconosciuto come capoluogo di comune e da li in poi la storia di questo borgo può essere considerata relativamente tranquilla: i momenti più importanti infatti si possono segnalare nel 1828  e poi nel 1848 durante i cosiddetti “moti cilentani”. Altro momento importante per la storia di Castellabate si avrà poi durante la Seconda Guerra Mondiale e più precisamente nel 1943. In quell’anno difatti avvenne lo “sbarco a Salerno” delle truppe alleate che occuparono la marina di Castellabate per diversi giorni prima di avanzare verso Roma.

Castellabate oggi, un rinomato centro turistico

Chiesa di San Marco

Sono ormai molti anni che Castellabate è una meta turistica rinomata per la bellezza delle sue terre, per i monumenti che custodisce, per le acque limpide e per i sapori della cucina.

Qui di seguito vi proponiamo un elenco con alcune cose imperdibili da visitare in questo comune:

  • Punta Licosa: questa località si trova al limite meridionale del golfo di Castellabate. Essendo poco abitata Punta Licosa ha mantenuto un aspetto prettamente naturale ed è assolutamente consigliabili per gli appassionati di escursioni. Una piccola curiosità, il nome deriva dalla sirena Leucosia che si narra essere giunta sull’isola omonima che si riesce a vedere da Punta Licosa.
  • San Marco: Questo è un piccolo borgo di pescatori sviluppatosi attorno al porto. Se visitate il paesino fermati alla chiesa di San Marco.
  • Santa Maria: Questo paesino è ormai diventato un meta molto affollata sopratutto a seguito del successo del film “Benvenuti al Sud” dove sono state girate molte scene.

Come al solito il nostro consiglio resta quello di godervi una passeggiata all’interno di questi piccoli borghi esplorandoli da cima a fondo