Immerso in uno scenario naturale ancora intatto, Brisighella è uno di quei borghi che non si possono non vedere almeno una volta nella vita. Di origine medievale questo borgo sorge in provincia di Ravenna ad un’altezza di circa 115 metri sul livello del mare. Il borgo è caratterizzato per la presenza di tre pinnacoli rocciosi conosciuti come i tre colli sui quali poggiano la rocca Manfrediana, il santuario del Monticino e la torre dell’Orologio.

L’origine del nome di questo borgo medievale non è ancora certo ed attualmente ci sono quattro ipotesi a riguardo.

  • Secondo alcuni il nome deriva dalla parola greca “braxica” che significa “cavolo”
  • Altri invece fanno risalire il nome al romagnolo “brisca” ossia “favo” o “vespaio”
  • la terza ipotesi, che è anche la più accreditata, lega il nome alla parola dialettale “brisul” ossia “briciola”
  • L’ultima ipotesi invece fa risalire il nome al celtico “brix” ossia “luogo scosceso”

La storia di Brisighella

panoramica di Brisighella

Se sulla derivazione del nome permangono ancora dei dubbi, le origini della città sono più certe. Le origini di Brisighella sono molto antiche e vengono fatte risalire al Neolitico e all’Età del bronzo, questo grazie a dei ritrovanti all’interno della grotta “Tanaccia”. Le tracce storiche dimostrano che il primo insediamento organizzato fu di origine celtica, infatti è stato rinvenuta una necropoli nella frazione di San Martino in Gattara.

A valorizzare la zona fu però l’occupazione romana durante la quale fu edificata la Via Faentina che consenti il transito di carovane per trasportare il sale dalle saline di Cervia a Roma. Ancora oggi ne troviamo memoria nei toponimi della zona. Quartolo, per esempio, è posto al quarto miglio dall’inizio della strada cominciando a contare da Faenza.

Il borgo vero e proprio invece risale al Duecento quando uno dei più grandi condottieri della Romagna, Maghinardo Pagani, fece edificare su uno dei tre colli una roccaforte destinata a divenire una delle più importanti tra le fortificazioni della valle del Lamone. Nel 1290, sull’asperità dove si trova la Torre dell’orologio, Maghinardo fece erigere, in opposizione a Francesco Manfredi signore di Faenza, una torre in grossi blocchi di gesso, ai cui piedi iniziò a svilupparsi il boro di Brisighella che ancora oggi si può ammirare.

Brisighella fu annessa aò Regno di Sardegna, poi Regno d’Italia a partire dal 1859.

Cosa visitare nel borgo

Visitare Brisighella non vuol dire semplicemente fare tappa nei principali monumenti di interesse, per poterla apprezzare appieno difatti è consigliabile esplorare i dedali di viuzze che lo caratterizzano, osservare i tratti di cinta muraria che ancora oggi sopravvivono al tempo o ancora le scale scolpite nel gesso.

Dopo averla esplorata in lungo e in largo ci si potrà concentrare sui punti fondamentali che qui di seguito riportiamo:

  • Antica via del borgo: una strada coperta del XII secolo, sopraelevata ed illuminata da mezzi archi di differente ampiezza, questa strada fungeva da baluardo di difesa per la cittadella alle sue spalle.
  • Pieve di S. Giovanni e di S. Maria in Tiberaccio: queste sono due delle strutture religiose più belle del borgo, per cui una visita è obbligatoria
  • La Rocca: ovviamente visitare le strutture presenti sui colli è consigliabile, una di esse è la rocca di cui abbiamo parlato sopra
  • Torre dell’Orologio: anche questa fa parte dei “colli” di Brisighella. La torre è nata come fortilizio per controllare le mosse degli assedianti nel vicino castello di Baccagno
  • Santuario della madonna del monticino: Ultime delle strutture edificate sui colli, in questo santuario viene venerata una sacra immagine in terracotta datata 1626.