Uno dei cuori pulsanti che contribuì alla nascita del Rinascimento italiano fu senza ombra di dubbio l’allora ducato di Ferrara ed ancora oggi in città è possibile respirare parte di quel fervente spirito nei musei e negli edifici storici. Dover scegliere un unico luogo da consigliare per immergersi nella cultura del luogo è veramente difficile però, se siete alla ricerca di un museo che sappia rievocare il passato, è suggerita una visita al “Palazzo Schifanoia”, del quale vi parleremo brevemente.

Palazzo Schifanoia dal passato al presente

La prima cosa che attira l’attenzione di questo edificio è sicuramente il nome “schifanoia”, a differenza di quanto possiate star supponendo il nome suggerisce esattamente la prima cosa che vi è venuta in mente nel sentirlo, ossia “schifare la noia”. Il nome del palazzo vuole proprio evocare la sua funzione, difatti l’edificio fu costruito con la funzione di regalare riposo e svago ai membri della corta estense. A commissionare l’edificazione di Palazzo Schifanoia fu Alberto d’Este nel 1385 ma a donare la struttura che oggi permane nel tempo è stato il Duca Borso che ne commissionò l’ampliamento tra il 1465 e il 1467. I lavori di ampliamento e di arricchimento di opere pittoriche si ebbe in occasione della concessione del titolo di Duca ricevuto proprio da Borso  per i feudi imperiali di Modena e Reggio Emilia. Il neo Duca difatti decise di commissionare un ciclo di affreschi che avrebbero avuto il compito di celebrarne il buon governo e la grandezza. Oggi giorno Palazzo Schifanoia è adibito a sede museale di arte antica.

Architettura del Palazzo

giardino del palazzo

La bassa sulla quale è stato progettato il palazzo è quadrangolare con l’idea di essere un luogo dove oziare. L’edificio presenta una facciata principale ed una secondaria nel giardino. La facciata principale è caratterizzata per la presenza di un grande portale marmoreo scolpito databile 1470 e la cui paternità è stata recentemente attribuita ad Ambrogio di Giacomo da Milano e Antonio di Gregorio. Sempre in marmo bianco, si può notare sulla cima della porta ad arco il grande stemma estense e l’Unicorno.

Gli interni del palazzo

La magnificenza di questo luogo è però data dagli interni ed in particolare dagli affreschi che sono ospitati nella sale di Palazzo Schifanoia. Procediamo con ordine e partiamo dagli interni. Il palazzo è suddiviso in due ali: ad ovest si trova l’ala trecentesca ad un unico piano; ad est invece si trova quella del Quattrocento sviluppata su due livelli e che costituisce l’ampliamento voluta dal Duca Borso. Sempre a riguardi degli interni si può aggiungere che al primo piano del palazzo è stato costruito un appartamento ducale con salone il cui scopo era quello di ricevere ambasciatori e delegazioni. Le sale più importanti di Palazzo Schifanoia sono il “Salone dei Mesi” e la “Sala degli Stucchi”

Le sale principali

affreschi del palazzo

Salone dei Mesi: Nel “Salone dei Mesi” l’edificio custodisce uno dei cicli pittorici più importanti del Quattrocento italiano. Il progetto fu affidato a Pellegrino Prisciano, l’astrologo di corte nonchè bibliotecario mentre per gli affreschi ci si rivolse ai pittori della scuola ferrarese tra cui Baldassare d’Este, Ercole de’ Roberti e Francesco del Cossa. Il nome di questa sala deriva dalla personificazione dei mesi, ad ognuno dei quali corrisponde un segno zodiacale e varie allegorie.

Sala degli Stucchi: La seconda grande sala è la Sala degli stucchi o delle Virtù. In questa sala si può certamente ammirare un soffitto a cassettoni ed un fregio di legno e stucco che è stato realizzato da Domenico di Paris. Il fregio è stato poi dipinto da Buongiovanni da Germiniano che ha rappresentato le virtù cardinali e teologali.

Il percorso museale

Data la grande ricchezza di opere da ammirare, dopo essere divenuto museo, a Palazzo Schifanoia è stato organizzato un vero e proprio percorso museale. Questo percorso parte dall’ala più antica dell’edificio situata sul lato ovest, per poi giungere nelle sale quattrocentesche di cui abbiamo parlato anche poche righe sopra.

Il palazzo dopo il terremoto del 2012

Tutti quanti probabilmente ricordano il terremoto che nel 2012 ha scosso l’Emilia Romagna. Sfortunatamente neanche il Palazzo ne è uscito indenne ed infatti dopo il terremoto sono visitabili solo il Salone dei Mesi e la Sala degli Stucchi.