Bologna è una delle città più famose dell’Emilia-Romagna ed in particolare è conosciuta per la presenza di un monumento che con il passare degli anni è divenuto il simbolo della città: la Torre degli Asinelli. Per essere più precisi questa struttura fa parte delle cosiddette “due torri” di Bologna e sono entrambe ugualmente famose. La torre degli Asinelli sorge all’incrocio tra le strade di San Donato (ora rinominata vai Zamboni), San Vitale, Maggiore e Castiglione.

La storia della Torre degli Asinelli

veduta dalla torre

Sulle origini di questo monumento ancora non si ha una certezza assoluta ma è molto diffusa l’ipotesi secondo cui il nome della torre si lega a Gherardo Asinelli un nobile cavaliere appartenente alla fazione dei ghibellini e al quale se ne attribuisce la costruzione tra il 1109 ed il 1119 per dare lustro alla sua famiglia. Vi è però anche un’altra ipotesi plausibile che coinvolge sempre la famiglia Asinelli, secondo tale teoria la nobile famiglia si è impossessata legalmente di una torre preesistente al termine delle ostilità politiche sorte tra guelfi e ghibellini ed in seguito avrebbe iniziato dei lavori di sopraelevazione della torre per una trentina di metri  attrezzandola per osservare a distanza Bologna e le terre circostanti.

Il Comune di Bologna entrerà in possesso della torre verso la fine del XIV secolo, quando la famiglia Asinelli andrà in malora, adibendo la torre a prigione e fortilizio. Negli stessi anni intorno alla torre fu realizzata una incastellatura lignea, posta a trenta metri da terra e unita con una passerella aerea alla Garisenda, poi distrutta da un incendio nel 1398.

Il passato della torre degli Asinelli è piuttosto burrascoso, i documenti storici difatti riportano svariate disavventure della torre:

  • Nel 1531 la torre fu colpita da una palla di cannone di otto libre sparata da porta Maggiore in occasione di alcuni festeggiamenti
  • Numerosi incendi hanno colpito la torre danneggiando la scalinata in legno
  • Per molti secoli la torre fu colpita e danneggiata da fulmini fino a che nel 1824 si decisero ad installare un parafulmine

La leggenda del tesoro degli asinelli

Su questo imponente edificio vi è anche un’interessante leggenda:

Molto tempo fa un contadino vi era un contadino che possedeva due asinelli. Dal momento che era povero, il contadino dedicava quasi tutto il tempo al lavoro con la speranza di poter espandere i suoi campi per il bene della sua famiglia. Un giorno, mentre erano intenti a scavare in un terreno isolato, gli asinelli, come impazziti, iniziarono a scalciare e poi a scavare sempre con più insistenza. I due asinelli scavarono fino a che dalla terrà non spuntò un baule pieno di moneto d’oro, d’argento e pietre preziose. Il contadino decise di chiamare questo tesoro il “tesoro degli asinelli” ma non confidò a nessuno questo suo ritrovamento neanche alla moglie. Essendo molto generoso, ogni giorno il contadino dava un pò di soldi alla moglie per comprare ciò che serviva alla famiglia. Con il passar del tempo, il suo tenore di vita migliorò, ma sempre con discrezione. Per quanto riguarda il figlio, per anni il contadino investi nella sua formazione fino a farlo diventare un uomo colto ed affascinante che si innamorò di una nobile fanciulla.  due innamorati però, nonostante fossero profondamente legati, non si facevano illusioni riguardo il loro futuro: troppo grande era la differenza sociale. La giovane fanciulla era quella che soffriva di più per questo amore impossibile e cosi il giovane ragazzo si fece coraggio e chiese la mano alla famiglia della nobile fanciulla. Il padre, conoscendo le umili origini del ragazzo, scoppiò in una fragorosa risata e disse che sì, il matrimonio ci sarebbe stato, ma a patto che il giovane fosse stato in grado di costruire una torre molto alta. Disperato dalla risposta del padre della fanciulla, il giovane si confidò con suo padre. Il vecchio contadino subito trovò la soluzione al problema: consegnò il tesoro al suo giovane figlio e con quei soldi costruì l’altissima torre nota come “Torre degli Asinelli”.

Visitare la torre

scalinata interna della torre

Oggi giorno la torre è aperta al pubblico e al suo interno si possono risalire i 498 scalini per arrivare in cima ed apprezzare un panorama mozzafiato della città di Bologna. Al piano terra della torre sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato, per ricordare l’antica funzione commerciale di quest’area.