L’Italia è ricca di piccoli borghi che a dispetto delle loro dimensioni, racchiudono una grande storia piena di folklore. Uno dei paesi più antichi ed interessanti si può ritrovare senza ombra di dubbio in “Bobbio”.

Bobbio, la storia del borgo romano

Situato in provincia di Piacenza, Emilia-Romagna, Bobbio è un piccolo borgo di origine romana abitato attualmente da 3.577 persone circa. Il nome della città deriva Monte Penice altrimenti conosciuti come “saltus Boiellis” e fu conquistata da Roma nel 14 a.C. Verso la metà del VI secolo  il presidio romano di Bobiumvenne assegnato al duca Sundrarit, che prese in concessione anche le saline. Da allora la storia di Bobbio si lega inscindibilmente alla costruzione dell’Abbazia di San Colombano avvenuta nel 614 ad opera dell’abate missionario irlandese Colombano. In breve Bobbio divenne un fiorente luogo monastico nonchè importante centro culturale. Anche a seguito della conquista da parte di Carlo Magno, il monastero mantenne un ruolo fondamentale ed anche i “nuovi padroni” accordarono al monastero numerosi benefici.  La soggezione arricchì dunque il Monastero di Bobbio, che diventava monastero imperiale, ma ne compromise l’autonomia che aveva sotto i Longobardi. Negli anni di Carlo Magno Bobbio aveva numerosi possedimenti e l’abbazia era ormai un ricco feudo. Anche la cultura del borgo continuò a crescere, Bobbio creò  una sua scrittura inconfondibile e le miniature dei suoi codici si richiamavano alla cultura irlandese. Il 14 febbraio del 1014, grazie all’interessamento dell’imperatore Enrico II, Bobbio divenne sede vescovile ed ottiene il titolo di città. Inoltre l’Abate ottene la dignità e la giurisdizione episcopale ed in un primo momento vescovo ed abate erano la stessa persona. La scissione di queste due cariche e la conseguente divisione dei beni sancì anche l’inizio della decadenza di Bobbio a causa delle lotte intestine tra abate e vescovo. Nel 1230 Piacenza occupò Bobbio; dominio che proseguì fino alla conquista Viscontea di tutta l’area lombarda. Bobbio, staccata da Piacenza e aggregata a Voghera, si orientò verso l’ambito di influenza pavese. Dopo essere passata prima sotto i Dal Verme, Bobbio cadrà in mano dei Savoia legando così la storia della città a quella sabauda. Con la creazione del Regno d’Italia Bobbio venne prima incorporato nella provincia di Piacenza ma nel 1923 chiese ed ottenne il passaggio a Piacenza.

Il ponte gobbo e la sua leggenda

ponte gobbo Bobbio

Nella storia di questa piccola città non abbiamo citato la costruzione del ponte Gobbo, un antico ponte di profilo irregolare, che attraversa il fiume Trebbia a Bobbio in provincia di Piacenza.  Per questo ponte abbiamo deciso di parlarne separatamente in quanto non solo costituisce una delle edificazioni più antiche e simboliche di Bobbio ma anche perchè attorno alla sua costruzione sono nate diverse leggende. La denominazione Ponte Gobbo nacque da una poesia dialettale Al Diavul al fa al Pont Gobb ad Bobbi del 1907 di Valente Faustini, che riprende l’antica leggenda rielaborandola liberamente variandola nel nome del ponte e un punto particolare: il diavolo costruisce il ponte gobbo per fargli un dispetto nella speranza di allontanare, per mezzo del ponte, gli abitanti dal monastero e dalla religione. Gli acciacchi del tempo si sono fatti sicuramente sentire e nonostante i vari interventi del Comune, oggi il ponte è attraversabile solo a piedi o in bicicletta.

le leggende del ponte:

Abbiamo detto che attorno al ponte gira una suggestiva leggenda, bene è arrivato il momento di raccontarvela. Siccome la costruzione di un ponte nel Medioevo era considerata un’opera di grandissimo ingegno, attorno ai ponti era facile creare delle leggende che spesso implicavano il diavolo. L’idea dietro questa presenza era determinata dal fatto che un ponte collegava due luoghi che Dio aveva voluto essere separati. Dopo questo piccola premessa possiamo venire alle leggende del ponte Gobbo. abbiamo varie versioni che qui di seguito vi esponiamo:

  1. Leggenda vuole che il maligno contattò San Colombano  promettendogli di costruire il ponte in una notte, in cambio della prima anima mortale che lo avrebbe attraversato. Il santo accettò. Il Diavolo mantenne la promesse e facendosi aiutare da diversi demoni per reggere le volte del ponte, costruì il tutto in una sola notte. Siccome i demoni erano di dimensioni diverse anche gli archi del ponte risultarono essere irregolari. Completato il ponte, il diavolo attese il mattino all’estremità del ponte in attesa di riscuotere la sua anima ma San Colombano gli mandò un cagnetto. Il diavolo, turlupinato, se ne tornò all’inferno, non prima di avere sferrato un calcio al suo manufatto, che da allora è anche sghembo.
  2. In una versione alternativa il ponte venne sì costruito dal Diavolo ma su commissione di un oste che voleva congiungere i due luoghi per aumentare i profitti della sua osteria. L’oste ignaro di star parlando con il diavolo che si era abilmente mascherato da vecchio gobbo, si fece convincere dall’anziano uomo a vendere la propria anima. La mattina seguente tra le nebbie apparve il ponte tra lo stupore generale. Ma successivamente la moglie dell’oste notò una stranezza: la gente che vi passava si esprimeva con turpiloqui e bestemmie nel superare faticosamente le gobbe del ponte, e dopo varie fatiche si abbandonava all’alcool della trattoria dimenticando i doveri familiari. Insospettita la donna si svegliò al mattino presto e riuscì ad assistere alla trasformazione del diavolo mentre assumeva le sembianze del vecchio gobbo. Fu allora che decise di elaborare un piano assieme al vescovo: cosi la sera la donna invitò il vecchio a cena e lo fece abbuffare ed ubriacare fino a quando si addormentò, mentre il Vescovo, con i parroci e alcuni parrocchiani rimastigli fedeli, iniziò a benedire il ponte e a costruire zone votive con croci e statue religiose. Quando il diavolo riprese conoscenza e si recò al ponte vide il pastore ed incominciò ad imprecare ma prima di sparire maledisse il ponte e batté il suo bastone dicendo che ciclicamente, ogni qual volta la religiosità sarebbe diminuita, avrebbe mandato delle piene del Trebbia a distruggere il ponte, che fu da allora denominato Gobbo o del Diavolo.

Cosa visitare a Bobbio

Storia e leggende a parte, Bobbio è ricca di monumenti da visitare qui di seguito vi proponiamo un elenco non esaustivo:

  • Abbazia San Colombano
  • Le Carceri di Bobbio
  • Castello Malaspina-Dal Verme
  • parco del Castello
  • Duomo di Bobbio
  • Foro Boario
  • Antica locanda alla Paolina
  • Ponte Gobbo
  • Terme di Bobbio