L’architettura italiana è ricca di monumenti, giardini ed edifici storici di grande importanza. Ogni regione, ogni capoluogo e talvolta anche alcuni paesi semi sconosciuti, hanno qualche piccola perla che testimonia la grandezza del passato italiano. Il modenese non è da meno, nel territorio difatti sorge una delle ville (con giardino annesso) più interessanti di tutto il territorio italiano: si tratta di Villa Sorra. A confermare il valore di questa villa contribuisce anche la sua presenza nella top 10 dei “parchi più belli d’Italia”.

Villa Sorra, una storia di prestigio

Considerata una delle più importanti ville storiche presente nel territorio modenese, la storia di Villa Sorra risale alla seconda metà del Seicento. la sua storia è legata a quella della famiglia Sorra che ne ha detenuto la proprietà per oltre due secoli. Le notevoli dimensioni della villa probabilmente sono state volute da Francesco Sorra come dimostrazione della grandezza del casato, grandezza che si sarebbe dovuta tramandare di generazione in generazione; tale era la smania di Francesco Sorra che persino nel testamento espresse l’obbligo di continuare ad espandere la villa. Proprio ai successivi lavori portati avanti dagli eredi di Sorra, si deve la creazione di uno splendido giardino, che tutt’ora costituisce una perla del territorio. Le varie successioni portarono a legare la famiglia Sorra e quella Munarini per poi giungere nel 1869 alla  cessione della villa alla famiglia Cavazza e più precisamente nelle mani di Ludovico Cavazza. Alla sua morte, avvenuta nel 1894, gli succede il figlio Ercole. Questi scompare nel 1926 senza lasciare eredi diretti: le sue disposizioni testamentarie prevedono che la proprietà passi ai figli del fratello Gian Battista oppure, nel caso di sua mancata discendenza, che la totalità dei beni mobili e immobili venga destinata alla costituzione di un Ente a beneficio dei poveri. Si realizzò proprio quest’ultima ipotesi e cosi nel 1933 venne costituito “l’Ente morale Pio Istituto Coniugi Cavazza. Sarà poi a partire dal 1972 che la proprietà della tenuta, che conserva ancora il nome della famiglia Sorra, passerà nelle mani dei  Comuni di Castelfranco Emilia, Modena, Nonantola e San Cesario sul Panaro.

Architettura della Villa

Il progetto della villa si attribuisce con molta probabilità a Giuseppe Antonio Torri coadiuvato dall’allievo Francesco Maria Angelini. La villa  presenta un blocco compatto alla base e due avancorpi che fiancheggiano le facciate d’ingresso leggermente arretrate. L’interno della villa si contraddistingue per la presenza di un grande salone centrale ovato a doppio volume, sovrastato da una grande volta a padiglione. Attorno a questo elemento centrale si sviluppano poi due salette, quattro appartamenti, la cappella, lo scaloncino all’imperiale e le due contrologge d’ingresso, collocate sull’asse principale est-ovest. A completare la tenuta ci sono poi le seguenti strutture tutt’ora presenti:

  • scuderia
  • ghiacciaia
  • caseificio

Le opere custodite all’interno della Villa

decorazione di villa sorra

Gli spazi interni della villa non sono apprezzabili esclusivamente per l’architettura imponente. All’interno delle sale sono difatti custoditi numerosi dipinti e decorazioni che hanno contribuito alla ricostruzione della storia della villa Sorra.

Il giardino

giardini villa sorra

Forse uno degli elementi di maggior rilievo di Villa Sorra è costituito dal giardino storico. La storia di questa giardino da ripercorre passo per passo sarebbe talmente vasta da rendere questa lettura inutilmente prolissa. Ciò che però sicuramente dobbiamo tenere ben in mente nel momento in cui parliamo di questo giardino è che la forma attuale è il risultato finale ottenuto dopo alcuni interventi estetici. Il giardino di Villa Sorra, posto nel territorio di Castelfranco Emilia ed è stato costruito inizialmente secondo gli schemi dell’epoca ma nella prima metà dell’Ottocento viene modificato assumendo le composizione dei giardini all’inglese. Al termine delle modifiche il giardino storico assunse la forma che ancora oggi conserva rappresentando uno degli esempi più riusciti di giardino “romantico” dell’Ottocento. Per quanto riguarda la flora e la fauna del giardino, al suo interno possiamo trovare una popolazione di querce (Quercus Spp.), di magnolie (Magnolia grandiflora L.) che troviamo all’entrata e di tassodi. Sono presenti, inoltre, un numero significativo di altre specie botaniche di pregevole aspetto e tipologia e di dimensioni assai differenti come ad esempio l’acero campestre, il frassino o l’orniello.

La villa oggi

Come si sarà capito della villa si può ancora ammirare l’integrità del giardino, primo punto di interesse, a parte degli interni. Oggi però la villa non è solo un luogo di turismo ma talvolta viene utilizzata anche per ospitare eventi. Sarà cura del portale della villa comunicare di volta in volta la programmazione.