All’intero del territorio comunale di Duino-Auirisina,  comune sparso italiano di 8.539 abitanti della provincia di Trieste, si trova la storica dimora privata dei Principi von Thurm und Taxis (tradotto in italiano “Della Torre”). Più che di una semplice dimora di una nobile famiglia, si tratta di un splendido castello aperto al pubblico e che sorge a picco sul mare. Questo castello non è semplice museo ma un luogo reso caloroso dalla nobile famiglia che vi abita e dagli illustri ospiti che ha ospitato.

La storia del castello

del Castelvecchio risalente al X secolo, di cui sono ancora visibili le rovine su uno sperone roccioso a picco sul mare.

Il modo migliore per conoscere un posto è studiarne la storia ed è per questo qui di seguito ripercorreremo brevemente i momenti salienti della vita del castello Duino.

Costruito sui resti di un avamposto del quale ne anche inglobato una torre, Il castello è stato edificato per volontà di Ugone di Duino, capitano di Trieste, nel 1389 in sostituzione del Castelvecchio risalente al X secolo, di cui sono ancora visibili le rovine su uno sperone roccioso a picco sul mare.

Dopo la morte di Ugone il castello passò nelle mani di Ramberto di Walsee, fratello della prima moglie di Ugone. Ramberto seguì e curò i lavori finali del castello che si protrassero nei primi decenni del Quattrocento. La famiglia Walsee non fu l’ultima detentrice dl castello, difatti questo passò in mano all’imperatore Federico III d’Asburgo, fu proprio questa famiglia che decise di trasmettere detto castello a varie casate nobili tedesche e italiane. La famiglia più importante che abitò nel castello fu quella degli Hoffer il cui ultimo discendente, Matthaeus, morì nel 1587 lasciando sole le figlie Ludovika e Maria Clara Orsa le quali andarono in sposa, una dopo la morte dell’altra, al conte Raimondo della Torre di Valsassina che decise di assumere il cognome degli Hoffer. Nel 1849 l’ultima discendente della famiglia Della Torre andò in sposa al principe Egon zu Hohenlohe-Waldenburg-Schilligsfürst dal quale ebbe sei figli. L’ultima figlia nata da questa coppia si sposò con il principe con il principe Alexander von Thurn und Taxis, pronipote dei Della Torre e figlio di Hugo Maximilian del ramo boemo, portando in dote il castello.

Il frutto del loro amore diede alla luce Alessandro che ereditò il castello che da allora è rimasto nelle mani della sua famiglia, famiglia che a partire dal 1923 ha ottenuto la naturalizzazione italiana assumendo il cognome di “Della Torre e Tasso” (von Thur un Taxis).

Il castello subi dunque moltissimi passaggi di proprietà, ognuno dei quali lasciò il segno andando a modificarne alcuni dettagli estetici sia esterni che interni. Inoltre i danni causati dalla prima guerra mondiale ha reso necessari numerosi interventi di restauro. Nonostante la travagliata storia e i numerosi interventi, alla fine dei vari lavori l’aspetto del castello è stato ricreato abbastanza fedelmente al progetto originale.

Perchè visitare il castello Duino

ingresso del castello di Duino

Scegliere di visitare il castello può avere diverse motivazioni. Essendo una casa nobiliare aperta al pubblico, vorrà dire poter ammirare arredamenti e decorazioni uniche. Non solo le stanze ma anche il giardino impreziosito dai suoi viali romantici, pieni di statue e reperti archeologici, dalle terrazze e dagli spalti aperti sull’immensità del mare, sarà visitabile.

Sarà anche possibile fare la passeggiata panoramica sul “sentiero Rilke” un percorso lungo circa 2 km che corre sul costone roccioso tra Duino e la baia di Sistiana

La leggenda della Dama Bianca

Attorno al castello ruota anche una leggenda che narra la storia di una nobildonna. La leggenda vuole che in tempi remoti il castello Duino fosse governato da un castellano tanto feroce quanto geloso. Questo castellano era maritato con una donna bellissima e dal carattere mite. A cause delle lunghe assenze dovute ai suoi impegni il castellano, per evitare che la bellezza della moglie potesse attirare avventurieri, era solito rinchiudere la moglie in una torre del castello. La gelosia del castellano però rasentava la follia ed un giorno, in preda ad un attacco di ira, scaraventò la fedelissima moglie giù dalla torre nella quale veniva abitualmente rinchiusa. Il cielo, impietosito dalla triste sorte della Dama, salvò la donna trasformandola in una roccia bianca.