Situata a circa 40 chilometri in direzione sud da Trieste, Aquileia è stata un’antica colonia romana ed oggi è uno dei centri turistici più interessanti della zona del Friuli, nonchè Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco. Particolarmente importante oggi è la sua vasta area archeologica ed insieme a Ravenna e Brescia costituisce il più importante sito archeologico dell’Italia settentrionale.

Storia dell’antica colonia romana

resti del foro romano

La fondazione di Aquileia risale al 181 a.C. anche se recenti studi parlano di un insediamento preistorico, quando i romani vi fondarono una colonia spazzando via qualsiasi realtà precedente. Con il loro arrivo i romani diedero inizio ad una grande opera di risistemazione agraria, viaria e fluviale e resero Aquileia una “testa di ponte” per la conquista romana delle aree danubiane e con lo scopo di difendere i confini orientali per incrementare il già florido commercio tra il bacino del Mediterraneo orientale ed i paesi transalpini.

Bagnata dalle acque dell’Isonzo fino alla prima metà del IV secolo, ad Aquileia venne anche costruito un importante bacino portuale romano ed il fiorente commercio che ne derivò, la rese capitale della X regione dell’impero romano. Il periodo di maggiore splendore per Aquileia fu il IV secolo, contraddistinto anche religiosamente dalla costruzione della grande chiesa cristiana di Teodoro.

Lo splendore della colonia romana venne arrestato dalla calata degli unni che sotto la guida di Attila riuscirono a penetrare nella città nel 452 devastandola e, si dice, spargendo il sale sulle rovine. Dopo il passaggio di Attila sopravvissero solo l’autorità della chiesa e il mito di una città che era stata potente, benché ormai il suo dominio diretto si limitasse ad un territorio di ridotta estensione che aveva i suoi punti di forza nell’area urbana con lo scalo marittimo e nel borgo di Grado.

Dopo gli unni, furono i longobardi ad assumere il controllo della città nel 568 ed il loro dominio raggiunse anche il Friuli. Come conseguenza si ebbe lo spostamento della capitale a Grado in antitesi con Aquileia. Le sorti di Aquileia migliorarono solo verso l’anno 1000 quando la città rinacque sotto il patriarca Poppone. Nel 1077 Enrico IV concesse al patriarca Sigeardo l’investitura feudale sull’intero territorio friulano facendo cosi nascere lo stato patriarcale in funzione politico-militare imperiale.  E’ interessante notare che nel medioevo Aquileia, dal punto di vista giurisdizionale, era divisa in tre zone: quella a nord, soggetta alla Badessa del Monastero Benedettino; quella occcidentale, dove c’era la sede comunale e in cui il Podestà aveva giurisdizione e quella orientale, chiamata “Pala Crucis” o “Pala de Crôs”, dove comandava il Patriarca (attraverso il Capitolo). Tutte e tre queste antiche “borgate” avevano la propria chiesa parrocchiale. Lo stato patriarcale terminò nel 1421 anno in cui il territorio friulano fu assoggettato a Venezia ma Aquileia, S. Daniele, San Vito al Tagliamento, rimasero territori imperiali austriaci. Aquileia, in particolare, rimase austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale. Anche se di fatto era dominio austriaco, il patriarca veniva nominato dai veneti creando dunque una situazione conflittuale che durò fino a quando il Papa nel 1751 non decise di sopprimere la diocesi aquileiese per erigerne due nuove a Gorizia e a Udine.

Come conseguenza Aquileia fu abbandonata a se stesse conoscendo nuovamente il degrado e la miseria. Le guerra mondiale diede il colpo di grazie ad una città già profondamente devastata dalla miseria. Fu solo dopo la seconda guerra mondiale che  la situazione sociale ed economica di Aquileia mutò. Nuove case, nuovi posti di lavoro, un’istruzione più diffusa furono le premesse per arrivare alla situazione attuale: un centro storico-archeologico importante e conosciuto a livello internazionale.

Visitare Aquileia

La Basilica di Aquileia

Una  storia cosi lunga e particolare non poteva che lasciare testimonianze ovunque, non è certamente un caso se Aquileia è un importante sito archeologico. Visitare questa città vuol dire poter ammirare i resti della storia dei romana ed italiana in generale. Vediamo però con ordine cosa c’è da visitare in questa città:

  • Basilica di Aquileia (Santa Maria assunta): splendida basilica che  si affaccia sulla storica Piazza Capitolo, fu eretta su un edificio del IV secolo, su cui vennero effettuati nei secoli successivi numerosi ampliamenti.
  • Museo Archeologico Nazionale: Questo viene considerato come uno dei musei di maggiore interesse nell’Italia settentrionale, per cui una visita è obbligatoria
  • Museo Paleocristiano: Questo museo con serva la più grande raccolta di “tituli” in greco e latino
  • Cimitero degli eroi

Oltre a questi luoghi ci sono poi i siti archeologici assolutamente da vedere e sono i seguenti:

  • foro romano
  • porto fluviale
  • tratti di Via Flavia, Via Postumia e Via Annia