In provincia di Viterbo, a soli 45 chilometri dalla capitale d’Italia, arroccata su di una montagna di tufo, sorge un piccolo comune di soli 906 abitanti che nonostante la vicinanza Roma è riuscito a mantenere intatte le sue antiche origini; si tratta del borgo di Calcata. Forse ciò che ha contribuito a mantenere il borgo intatto hanno certamente contribuito alcuni fattori quali l’impossibilità di costruire nuovi edifici attorno alla rocca vulcanica o l’improduttività di abbattere il vecchio per fare spazio al nuovo.

Calcata, cenni storici

panoramica di calcata

Sulle origini di Calcata ci sono ancora dei dubbi ma pare ormai certo che non può essere considerato il borgo più antico della valle del fiume Treja. I primi documenti ufficiali che parlano della città di Calcata risalgono al 700 d.C. in quei documenti Calcata viene riportata come una delle fattorie appartenenti alla “domusculta” di “Capracorum”, in sostanza era un centro agricolo creato da Adriano I con lo scopo di rifornire Roma di cibo.

Un secondo documento legato al borgo riporta invece come data l’otto marzo del 974 dove viene riportata una donazione del castello all’Abate di San Gregorio a Roma. Da detta in poi la ricostruzione storica parla di una continua successione di padroni e protettori sino al 1180, anno in cui Calcata fu ceduta ai Sinibaldi.

Vi è poi un ulteriore passaggio di proprietà nelle mani degli Anguilara ma a quel tempo il castello è ormai in rovina e gli abitanti iniziano a spostarsi nella vicina abbazia fortificata di Santa Maria. In epoca rinascimentale il possesso del castello si alternerà continuamente tra i Sinibaldi e gli Anguilara fino al XIX secolo quando sarà ceduto ai Massimo.

Dopo una lunghissima solitudine, dagli anni ’30 del Novecento il paese iniziò a spopolarsi a causa dei frequenticrolli della fragile rupe tufacea, fino agli anni immediatamente posteriori alla guerra,quando il borgo si salvò dall’abbattimento sancito dalle istituzioni soltanto per un fortuito cavillo burocratico, mentre i calcatesi si trasferirono a circa 2 km di distanza, costruendo un piccolo centro moderno (Calcata Nuova)

Il borgo nei secoli è rimasto praticamente immutato, difatti ci sono ancora case risalenti al 1200 e strade lastricate nel 1700. Il nucleo abitativo è molto ristretto ma in molti, affascinati da questo borgo rimasto quasi sospeso nel tempo, si sono aggiunti ai primi residenti accrescendone la realtà culturale che si è mescolata con le antiche tradizioni del posto e riportando la vita.

La leggenda di Calcata

Oltre alla storia ufficiale sulla nascita di Calcata vi è poi una leggenda. Tale leggenda vuole che nel 1527 un lanzichenecco, che aveva preso parte al sacco di Roma, fu catturato ed imprigionato nel paese. Si narra che proprio in quella città, il brigante avesse nascosto un santo prepuzio rubato durante il sacco di Roma e che in punto di morte avesse poi rivelato la sua posizione. Trent’anni dopo venne ritrovato proprio nel luogo indicato, ma nessuno fu in grado di aprirlo, ci riuscì, in seguito, solo una ragazza dall’animo puro e, nell’atto di schiuderlo, si diffuse per tutto il castello e il paese un celestiale odore.

Altre leggende legate a questo borgo parlano di misteriosi riti magici che si svolgevano nell’area di Calcata vecchia e pare che ancora oggi  si svolgano in qualche abitazione di Calcata e in alcune delle numerose grotte sottostanti l’abitato riti esoterici ed iniziatici.

Cosa visitare nel borgo

strade del borgo

Il borgo è un luogo ricco di fascino ed immerso nella natura. Visitare Calcata vuol dire certamente esplorare le vie del borgo e magari farsi raccontare qualche storia dai residenti. Inoltre la parte vecchia della città è da vedere assolutamente. Di particolare interesse turistico, oltre alla suggestiva posizione del borgo, vi è certamente la chiesa del SS. Nome di Gesù, il Museo Opera Bosco, ed in generale tutta la zona della città vecchia.