Attorni alla grande capitale italiana, ci sono molti borghi di antiche origini che arricchiscono il patrimonio culturale del nostro paese e che, grazie alla storia che custodiscono, ci aiutano a conoscere meglio il glorioso passato dell’Italia. A soli 30 km da Roma sorge proprio uno di questi borghi, il suo nome è Sutri.

Le origini di Sutri

ingresso dell'anfiteatro di Sutri

Il borgo di Sutri sorge su di un rilievo di tufo, cosi come i borghi di Calcata e di Civita, e le sue origini sono antichissime. A testimoniare la longevità di questo territorio hanno contribuito alcuni ritrovamenti tra cui un anfiteatro romano ed una necropoli etrusca.

La grandezza di Sutri inizia con l’era etrusca quando fungeva da centro di controllo per tutto il commercio della zona interna dell’Etruria. La posizione della città la rese però preda dei romani che, per avanzare verso il cuore dell’Etruria, dovette espugnare la città e conquistarla. L’operazione di conquista dei romani terminò nel 310 a.C. dopo anni di aspre battaglie. l suo benessere si accrebbe con la costruzione della consolare Cassia grande arteria di traffico tra Roma e le regioni centro-settentrionali. In seguito divenne municipium romano e con Augusto, colonia imperiale, Iulia Sutrina. Le battaglie non era però finite e Sutri dovette anche affrontare le calate dei barbari che volevano raggiungere Roma.

Ben lungi da conoscere la pace, tra il V ed i VIII secolo Sutri fu coinvolta nella lotta tra Longobardi e Bizantini al termine della quale il re longobardo, Liutprando, decise di donare la città e le terre circostanti a papa Greogorio I dando cosi inizio al dominio della Chiesa.

Le informazioni sui secolo IX e X di Sutri sono incerte e poco note ma ciò che si sà è che verso la fine del secolo la città fu coinvolta nei movimenti di autonomia ed espansionismo delle potenti famiglie dell’aristo­crazia romana in opposizione alla Chiesa, è la cosiddetta “lotta per le investiture”.

Durante l’età feudale, nuovi scontri coinvolsero Sutri, questa volta era il turno della lotta tra Guelfi e Ghibellini, che culminarono nell’incendio che distrusse il borgo nel 1433, ad opera di Nicolò Fortebraccio. Da quel momento in poi la città iniziò il suo declino riducendosi a semplice città rurale.

Alla fine del XVIII secolo, Sutri fu conquistata dalle truppe francesi e accomunata a Ronciglione. Nella Restaurazione fu resa allo Stato Pontificio.

Visitare Sutri

anfiteatro di Sutri

Il piccolo borgo è molto caratteristico già a partire dalla sua posizione e la cinta muraria; il primo consiglio da dare a chi lo vuole visitare è certamente una libera esplorazione preliminare per poterne apprezzare le caratteristiche tra cui le piazzette armoniose, eleganti fontane e piccole chiese.

Sicuramente da vedere sono i siti archeologici della città:

  • Necropoli etrusca: Sulla collinetta di tufo che prospetta il borgo, sui bordi della via Cassia, si trova la necropoli etrusca di tipo con 64 tombe disposte su più livelli.
  • Anfiteatro di Sutri: Di incerta datazione esso è interamente scavato nel tufo. Privo all’esterno di una precisa sagoma architettonica, all’interno mostra gradinate, corridoi di accesso e porte di ingresso.

Ci sono poi altri siti da poter visitare tra cui sicuramente spiccano Villa Savonarelli, la villa prospetta con la facciata principale sul grande ed elegante giardino,  e la Torre degli Arraggiati un antico convento di San Paolo.