L’Italia è certamente un Paese noto a tutti per opere importanti quali il Colosseo di Roma o il museo degli Uffizi di Firenze o ancora la torre di Pisa e via discorrendo, ma le bellezze ospitate all’interno di questa penisola non si limitano a questi nomi altisonanti e talvolta per riuscire a scorgere delle piccole opere d’arte bisogna avere curiosità ed occhio vigile. Se state leggendo queste righe allora la curiosità certamente non vi manca ed è nostro piacere premiarla portandovi alla scoperta di una villa situata ad Imperia e della quale non tutti ne conoscono l’esistenza; stiamo parlando di Villa Bianca.

Villa Bianca e lo spirito di Grock

giardino della villa

Situata precisamente nella zona residenziale delle “Cascine” ad Imperia (Liguria), Villa Bianca è una delle struttura più particolari che si possono scorgere tanto nella zona della riviera dei fiori tanto in tutta l’Italia. Meglio conosciuta con il nome di Villa Grock, questa struttura è stata la dimora del famoso clown Charles Adrien Wettach, in arte Grock e di cui più in la parleremo brevemente.  Costruita per volontà di detto artista, la villa fu completata tra il 1924 ed il 1930 e realizzata con uno stile unico che richiama elementi di svariate scuole, mescolando liberty, roccocò e gotico con simbolismi esoterici e massoni. Il particolarissimo risultato finale ottenuto rispecchiava l’eccentrica figura di Grock, tant’è vero che seppur si era affidato ad un architetto per la realizzazione della villa, fu lui a idearla nei minimi dettagli. A completare il quadro della villa ci ha pensato il giardino: circondato da palme e da cedri, che danno un tocco esotico, il giardino è dominato da un laghetto centrale al cui centro è posto un isolotto raggiungibile solo grazie a uno stretto ponte sorretto da un arco a sesto ribassato. Dopo la morte di Gork la villa ha vissuto un lento degrado che terminò con la decisione, da parte dell’ormai vedova del defunto clown, ti innalzare dei cancelli e chiudere la villa così da non mostrarne lo scempio al mondo esterno. Nel 1974, una volta morta anche la madre, la figlia Bianca vendette l’immobile, gli arredi, i vestiti e le ceneri del padre a una società immobiliare che mise tutto all’asta, ponendo cosi fine alla storia del grande clown. A partire dal 2002 la villa ha però ritrovato la sua fortuna: in detto anno la provincia ha difatti acquistato l’immobile dando vita ad una lunga ristrutturazione che è terminata con la riapertura la pubblico nel 2010. Dal 2013 è stato anche allestito un museo, il “museo del Clown” che dovrebbe raccontare la storia di Grok e far conoscere al pubblico la magia della cultura circense.

I misteri della villa

Abbiamo detto che nella villa non mancano richiami esoterici o legati alla massoneria, cosi ad esempio si può notare l’affresco sul soffitto del porticato che sembra voler indicare una semplice notte stellata. Riflettendo su quell’immagine si nota  come voglia ricordare un tendone da circo ma potrebbe celare un significato ben più profondo legato alla vita nomade tipica dei circensi. Altre particolarità si ritrovano nelle conformazioni geometriche molto particolari presenti sulla pavimentazione o ancora alcuni simboli sugli affreschi, non da meno misteriosa risulta essere la scritta latina “Per Aspera Ad Astra (attraverso le asperità alle stelle) che si trova incisa a lato di una fontana. I misteri di questo posto restano senza risposta, per cui ognuno, ricordando l’eccentrico proprietario, può provare ad immaginare cosa si celi dietro le stramberie della casa.

Grok il clown

grok

Abbiamo nominato cosi tante volte Grok, che ormai sembra quasi di conoscerlo. Ma in fondo chi era questo personaggio? Semplicemente il più grande clown dei suoi tempi. Nato a Reconviller (svizzera) nel 1880 e figlio di un orologiaio, all’età di quattordici anni  Grock cominciò a lavorare in un circo come illusionista, funambolo e uomo-serpente. Poi si dedicò ad altri mestieri, espatriò, e in Ungheria, iniziò la sua vera carriera formando un duo con un clown chiamato Aureliano. La sua consacrazione avvenne nel 1919 all’Olympia di Parigi come re dei clown e dopo anni di onorata carriera annunciò il suo ritiro nel 1954 per ritirarsi nella villa imperiese assieme alla moglie e a la figliastra Bianca. Qui di seguito riportiamo un’affermazione dello stesso Grok nel definirsi:

« Io sono il risultato di mezzo secolo di osservazione e di ostinazione, del desiderio di perfezionare ciò che era già perfetto. Sono convinto di esserci riuscito »