Spesso quando si pensa ad una visita in Lombardia viene spontaneo soffermarsi sulla città di Milano. Per quanto affascinante possa essere, però Milano non è l’unica attrattiva che la regione ha da offrire: all’interno di un comune vicino Pavia si trova uno dei monumenti più interessanti presenti nel territorio italiano e del quale ci accingiamo a parlarvi: la Certosa di Pavia.

La certosa di Pavia

Quando si parla di Certosa di Pavia si fa riferimento ad un complesso monumentale storico che comprende un monastero ed un santuario e che sorge all’interno del comune Certosa di Pavia. Per comprendere appieno il fascino di questo luogo è però necessario conoscerne, anche brevemente, la storia. La Certosa nasce nel XIV secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano. Il presunto motivo che lega la volontà del signore di Milano a questa Certosa pare sia la promessa di esaudire un desiderio espresso dalla secondo moglie, Caterina. I lavori di costruzione durarono circa 50 anni. Più verosimilmente però a spingere Gian Galeazzo fu la convinzione che costruire un’imponente opera d’arte, quale la Certosa, avrebbe consolidato la sua egemonia nel nord Italia. Cosi il monastero e la basilica sorsero per rappresentare un imponente sepolcro destinato non solo ad accogliere le tombe dei Visconti ma sopratutto a consacrare la gloria e la potenza della sua famiglia. La posizione originaria del monastero coincideva con il margine a nord del Parco Visconteo del Castello di Pavia. La scelta della posizione non fu casuale, la posizione difatti fu dettata da motivi strategici sorgendo a metà strada tra Milano e Pavia. I primi ambienti ad essere edificati furono gli ambienti conventuali destinati ai monaci. Per quanto riguarda la chiesa, essa era destinata  a divenire mausoleo dinastico dei Duchi di Milano e fu l’ultima ad essere edificata.

La vita monastica all’interno della Certosa, dagli albori sino ai giorni nostri

chiostro della certosa

Inizialmente i monaci che occuparono la certosa erano dodici, i quali conducevano una vita di totale clausura, legati da un contratto che prevedeva l’uso di parte dei loro proventi (campi, terreni, rendite ecc.) per la costruzione del monastero stesso. La presenza dei monaci aumentò nel 1565 dopo i lavori di ampliamento tra i quali si ravvisa la creazione di un chiostro grande. Nel 1782 i monaci certosini furono però espulsi dall’imperatore Giuseppe II, che incamerò i beni di tutti gli ordini contemplativi dei suoi possedimenti.  Il monastero certosino venne definitivamente soppresso nel 1798 anno in cui passò nelle mani dei carmelitani che vi restarono fino al 1810, anno in cui venne chiuso il monastero. La chiusura durò sino al 1843 quando i certosini rientrarono nel monastero. Nel  1866, il monastero fu dichiarato monumento nazionale italiano ed i beni ecclesiastici diventarono proprietà del Regno d’Italia, ma fino al 1879 alcuni certosini continuarono ad abitare il monastero, tant’è che nel 1930 papa Pio XI riaffidò il luogo proprio a questi ultimi. Sulla scia degli eventi passati, la certose continuò a non conoscere pace e stabilità e durante la seconda Guerra Mondiale a seguito del (presunto) ritrovamento del corpo esanime del duce, Benito Mussolini, i monaci abbandonarono nuovamente la Certosa. Dopo altri travagliati anni si decise infine di riaffidare nuovamente la Certosa ai monaci cistercensi che ancora oggi svolgono vita monastica, occupandosi anche delle visite guidate ed alla vendita di articoli sacri e prodotti tipici.

Visitare la Certosa, informazioni utili

Come si è potuto ben capire, la Certosa è un luogo ricco di storia. Anche da un punto di vista artistico questo luogo è degno di nota: sia gli ambienti esterni che quelli interni riescono ancora oggi ad affascinare i visitatori. Senza annoiarvi con ulteriori ciance, qui di seguito vi forniamo alcune informazioni utili per organizzare una visita di questo plesso:

Orari di apertura:

novembre-Febbraio: 9-11; 14.30-16.30

Marzo-Aprile: 9-11.30; 14.30-17.oo

Maggio-Agosto: 9.11.30; 14.30-18.00

Settembre-Ottobre:  9-11.30; 14.30-17.oo

Ingresso: L’ingresso alla struttura è gratuito così come la visita guidata.

Prima di salutarvi vi ricordiamo che quando si celebra la Santa Messa il Monumento è chiuso alle visite.