Con il passare degli anni molte località possono subire grandi mutamenti, talvolta sono negativi talvolta invece sono positivi, una cosa però è certa questi cambiamenti avvengono lentamente e il ruolo gioco dall’uomo spesso è determinante. Se vi state chiedendo il perchè di questa introduzione, la risposta è semplice, oggi vi vogliamo parlare di una comune situato in provincia di Pesaro e Urbino che è lentamente divenuto un importante centro turistico; si tratta di Gabicce mare.

Gabicce mare, dal passato al presente

panorama gabicce

Per partire dal passato di Gabicce ci sembra opportuno analizzare dapprima il toponimo. Ancora oggi il problema circa l’etimologia di Castellum Ligabitii non è stato propriamente risolto, secondo Mario Bartoli il nome potrebbe essere derivato dal greco “Lykabettos” un nome che coincide con quello di un colle situato a nord est di Atene. A sostegno di questa tesi si può addurre la volontà da parte della città greca di colonizzare la terra italiana.

Chiarito il nome passiamo alla storia. Le origini di Gabicce mare si ritrovano in quelle di Gabicce Monte, piccolo borgo che si affaccia sul mare da un’altezza di 150 metri. Sul passato di Gabicce ciò che si sa con certezza è che era dotato di una fortezza, la certezza è data dal fatto che tale forte era stato nominato in un documento risalente al 998. La fortezza di Gabicce ebbe una storia di grandi “dominazioni” che videro il passaggio dapprima nelle mani dell’Arcivescovado di Ravenna, poi in quelle del feudo di Orazio Floridi di Fano per poi tornare alla giurisdizione della Chiesa di Ravenna ed infine il susseguirsi dei Malatesti, quindi degli Sforza e poi dei Montefeltro, fino a passare nelle mani dei Della Rovere che nel 1625 la consegnarono in feudo ad Ottaviano Mamiani. Il passaggio fondamentale nella storia del borgo si ha con l’arrivo della “dominazione” dello Stato Pontificio che ne mantenne il possesso per ben 3 secoli. Dopo aver attraversato secoli duri, Gabicce inizierà a vivere un grande sviluppo economico a partire dagli anni successivi alla Prima Grande Guerra, quando sul litorale fu costruito il porto. Fu così possibile incrementare l’attività di pesca e dare inizio al turismo. In pochi decenni la città bassa (Gabicce Mare) divenne la parte del paese più sviluppata, tanto che nel 1942 la sede comunale fu trasferita da monte a valle. Il secondo dopo guerra ha poi confermato lo status di Gabbicce che oggi giorno vanta un turismo balneare strettamente legato alla Riviera Romagnola.

Vivere Gabicce mare

spiaggia di Gabicce mare

Oggi giorno Gabicce è considerata la porta d’ingresso a nord della Regine delle Marche. Geograficamente si presenta come una baia incastonata tra mare e montagna. Visitare questo Comune offre la possibilità di godere di uno splendido panorama che si affaccia sul golfo, esplorare sentieri collinari ricoperti di ginestre  ma sopratutto vi è la spiaggia ed il mare. Qui vale la pena soffermarsi un poco in più. A partire dal 1987 Gabicce mare è stato insignito del titolo di “Bandiera blu”: la spiaggia è composta da sabbia fine ed ospita circa 40 stabilimenti balneari è fra le più attrezzate della costa marchigiana, grazie agli eccellenti servizi di accoglienza adatti per il relax e l’intrattenimento dei turisti in vacanza e in particolare delle famiglie con bambini.

Prima di andarvene assicuratevi di…

Qui di seguito vi forniamo un piccolo elenco delle cose che dovete assolutamente fare durante una visita a Gabicce

  • Fare un giro in trenino. Ebbene si, non date retta a quella vocina che vi dice che siete troppo grandi per farlo, il trenino è un ottimo modo per dare uno sguardo d’insieme al borgo. La linea azzurra collega Gabicce Mare a Gabicce Monte lungo la strada panoramica. La linea rossa collega Gabicce Mare a Gradara, il borgo medioevale che ospita il Castello di Paolo e Francesca, gli amanti dell’Inferno dantesco.
  • Fare un bagno alla Baia di Vallugola, insenatura naturale che abbraccia Gabicce e Castel di Mezzo con una spiaggia di ciottoli e acqua chiarissima.
  • Immergersi sulle tracce della città scomparsa di Valburna, leggendaria città che si racconta essere stata sommersa al largo tra Gabicce e Baia Vallugola
  • Mangiare in uno dei ristoranti panoramici di Gabicce Monte con vista su tutta la Riviera Romagnola.

La leggenda di Valbruna

Prima di salutarvi vi vogliamo parlare di un ultima cosa, Gabicce è nota anche per una leggenda che gira attorno alla città di Valbruna.

Valbruna viene considerata come l’Atlantide dell’Adriatico, una città di origine romana sommersa dalle acque  davanti a Baia Vallugola, precipitata in fondo agli abissi in epoca remota e mai più ritrovata. Ad alimentare questa leggenda ha contribuito il ritrovamento di alcuni resti apparsi nel corso della storia sulla spiaggia di Vallugola, nonchè la presenza di strane formazioni che riaffiorano dagli abissi. La leggenda oggi torno ancora non è stata nè smentita nè legittimata ma ha sicuramente attirato l’attenzione di molti tant’è vero che sono state organizzate esplorazioni subacquee, alla ricerca di reperti, che hanno accertato a presenza di strutture le cui forme sono quelle di torri, piazze, parti di muro. Anche gli storici si sono apprestati a compiere qualche verifica giungendo alla conclusione , i reperti portati a riva dalla corrente altro non sarebbero reperti di una città sommersa ma cogoli, cioè blocchi di arenaria modellati dal mare fino ad assumere quelle forme particolari e ribattezzati sassi di Valbruna.