Situato sulla costa del Mar Adriatico  , come una sorta grande osservatore, sorge il Monte Conero, un monte appartenente all’Appennino umbro-marchigiano la cui altezza raggiunge i 572 metri di altezza. Nonostante le dimensioni non siano eccessive Il monte, assieme a quello del Gragnano, va a costituire uno dei più importanti promontori dell’Adriatico.

Conosciamo il monte Conero

cave romane

Il monte di cui stiamo parlando, viene anche chiamato Monte d’Ancona (a volte abbreviato semplicemente in Monte), questo perchè in passato solo le persone più colte lo chiamavano con il nome “Conero”. Il toponimo sta ad indicare molto probabilmente “monte dei corbezzoli” la derivazione infatti sarebbe di origine greca dove “Komaros” sta appunto ad significare “corbezzolo”, albero molto diffuso nei boschi del Conero.

Il Conero vero e proprio è solamente la parte centrale del promontorio che spezza la lineare e sabbiosa costa adriatica in due tratti, i punti estremi sono i seguenti:

  • nord: Ancona
  • sud: Numana
  • ovest: Golfo di Ancona
  • est: le rupi calcaree.

La caratteristiche naturali del monte sono quelle tipiche della macchia mediterranea per cui la flora e la fauna che ospita è costituita per lo più da corbezzolo, leccio, ginestra e pino (per quanto riguarda la flora) e da falchi, tassi, scoiattoli, volpi, lupi e cinghiali (per quanto riguarda la fauna).

Le caratteristiche territoriali di questo promontorio lo hanno legato sin dalla preistoria all’attività umana. Incisioni rupestri testimoniano la presenza umana all’epoca del bronzo, nel IX secolo a.C. la zona è gradualmente passata dall’Età del bronzo all’Età del ferro e alla civiltà picena, che ha fatto di Numana un importante centro, in particolare fra il VI e il IV secolo a.C. Anche i romani hanno sfruttato il monte lasciando segni evidenti del loro passaggio come ad esempio la cava di pietra oggi chiamata “grotte romane”. Testimonianze storiche arrivano anche ai tempi della seconda guerra mondiale, in particolare sono presenti iscrizioni lasciate dai partigiani.

Perchè visitare il monte Conero

spiaggia conero

Di motivi per visitare il monte ce ne se sono diversi, qui di seguito vi proponiamo una sorta di elenco con i punti di forza che a nostro avviso sono degni di nota:

  • Parco naturale del Conero: l’aspetto paesaggistico e naturale del promontorio è assolutamente un punto di forza, non a caso il monte ospita un parco naturale assolutamente da visitare
  • Sentieri escursionistici: dove c’è la natura ci sono sentieri esplorabili ed il monte Conero è perfetto per gli amanti di escursioni nella natura.
  • La perla del Conero: impossibile poi non citare Sirolo, considerata come la perla del Conero, un’antica cittadina fondata da Piceni.
  • Le spiagge: molto belle e suggestive sono anche le spiagge che si trovano ai piedi del promontorio.

Le leggende del monte

grotte del monte

Attorno a questo promontorio non mancano poi alcuni racconti tramandati negli anni. Uno dei più interessanti è il tesoro sotto al pian grande. Secondo questa leggenda  anticamente lungo questa parete rocciosa erano presenti delle grotte occluse poi dalle frane che si staccavano continuamente dalla parete e proprio In una di queste grotte sarebbe stato nascosto in tempi antichi un ricco tesoro e non è difficile localizzarne il punto in cui si trova : sarà sufficiente andare a largo in direzione dello scoglio del Trovellone all’alba e nei primi giorni di maggio, ad un certo punto il sole illuminerà una ginestra al punta da sembrare che stia bruciando e proprio in quel punto è situato il tesoro.

Altra suggestiva leggenda riguarda il cosiddetto “buco del diavolo”. Si dice che all’interno del Monte Conero, ci sia un ingegnoso sistema di stretti e articolati cunicoli sotterranei, strade scavate nella roccia che si perdono nel buio della montagna e che uno di essi in particolare, conduca ad un altare dov’è posta una chioccia d’ora circondata da 12 pulcini d’argento. In questo punto della grotta pare ci sia un grande tesoro ma chi dovesse riuscire a trovarlo e a trafugarne anche un solo pezzo, non farebbe più ritorno alla luce della superficie, a meno di non indovinare il nome del demone che abita i cunicoli e scriverlo sull’altare con il proprio sangue. Questa affascinante e spaventosa leggenda, stuzzica da sempre la curiosità degli abitanti della Riviera del Conero e dei tanti curiosi che, impavidi, intraprendono l’inizio del cunicolo per poi fermarsi quasi subito e tornare indietro, anche perché la strada è ostruita da frane e non è assolutamente praticabile.