Il nostro viaggio alla scoperta dei tesori custoditi in Italia questa volta fa tappa nel Molise e più precisamente oggi ci fermeremo all’interno del territorio comunale di Castelpetroso, in provincia di Isernia. Se abbiamo scelto di soffermare la nostra attenzione qui è per potervi parlare di una imponente costruzione religiosa che ha attirato la nostra attenzione; stiamo parlando dell’Abbazia dell’Addolorata.

L’abbazia dell’addolorata

facciata della basilica

Conosciuto anche con il nome di Santuario di Castelpetroso, l’abbazia è un importante luogo di culto cattolico situato nel comune di Castelpetroso. La costruzione del santuario venne avviata nel XIX secolo ed il suo progetto fu affidato a Giuseppe Gualandi. La prima pietra fu posata nel 1890 ma il lavoro terminò solo nel 1975. A rallentare i lavori di costruzioni contribuirono certamente gli anni difficili che videro il mondo alle prese con le due Grandi Guerre ed i duri periodi del dopoguerra. Vicende storiche a parte, passiamo alla descrizione della struttura. Il santuario è costruito interamente con la pietra locale e sorge a pochi metri dall’antico tratturo percorso da pastori e pellegrini incastonato tra il verde dei boschi. La pianta è molto particolare e rappresenta un cuore trafitto da sette spade.

  • esterno: lo stile è neogotico, la facciata è stretta tra due torri campanarie ed è tripartita orizzontalmente da tre sezioni della medesima altezza, ciascuna delle quali termina con una cuspide triangolare; al centro si apre una quadrifora, ai lati una trifora. Più in basso sono collocati i tre portali strombati i quali sono stati decorati con lunette musive raffiguranti nella scena centrale Gesù in croce tra Maria e Giovanni, a sinistra l’Annunciazione e a destra l’Incoronazione di Maria.
  • Interno: L’interno si caratterizza con una pianta centrale composta dall’aula ottagonale e coperta da una cupola, da un deambulatorio con volta a crociera e dal quale si aprono tre cappelle absidate e due cappelle più piccole.  Sul lato opposto, si trova la cappella maggiore, leggermente più grande rispetto alle altre sei, delle quali ricalca la pianta e con le quali vuole significare il numero delle spade che trafiggono il cuore di Maria Addolorata

Storia ed apparizioni

Dopo aver descritto sommariamente la chiesa (ci teniamo a sottolineare che la descrizione della chiesa non rende giustizia alla sua bellezza, per cui visitatela) è arrivato il momento di narrarvi la storia di questa chiesa strettamente legata a delle apparizioni. Il tutto ebbe inizio il 22 marzo del 1888 giorno in cui la Vergine fece la sua prima apparizione. A raccontare la storia dell’apparizione furono due contadine del luogo, Fabiana Cicchino e Serafina Valentino che si trovavano nei pressi del luogo denominato “Casa tre Santi” per lavorare la terra. Al loro seguito vi erano due pecorelle ma nel pomeriggio una delle due si smarrì  e Fabiana e Serafina si divisero per cercarla. Cercando la pecorella Fabiana notò un forte bagliore ed incuriosita si avvicinò a questo trovandosi difronte una visione celeste: l’immagine di Maria SS. Addolorata seminginocchiata con ai piedi il Figlio morto, lo sguardo rivolto verso il cielo e le braccia allargate in atto di offerta. Quando arrivò anche Serafina la visione era ormai svanita ma dopo appena 10 giorni quest’ultima si rinnovò e sia Fabiana che Serafino videro la vergine. Il 26 settembre 1888 Mons. Francesco Macarone Palmieri, vescovo di Bojano, si recò sul luogo sacro per “indagare” sulle presunte apparizioni ed ebbe la grazia di vedere la Madonna Addolorata così com’era apparsa alle due contadine. Alle apparizioni si aggiunse un altro evento straordinario: ai piedi della rupe era scaturita una sorgente d’acqua rivelatasi subito miracolosa. Alle apparizioni si aggiunse un altro straordinario evento: Carlo Acuqaderni, direttore di una rivista bolognese, si recò a “Casa tre Santi” assieme al figlio malato di tubercolosi ossea per chiedere la grazia. Agli inizi del 1889, dopo gli accertamenti medici che attestavano la miracolosa guarigione, Acquaderni ed Augusto tornarono nuovamente sulla rupe per ringraziare la Madonna che fece loro il dono di manifestarsi in atteggiamento medesimo a quello delle antecedenti visioni. A seguito di questo straordinario evento Acquaderni decise di edificare un Tempio intitolato alla Vergine SS. Addolorata trovando il sostegno del vescovo Macarone Palmieri. Il progetto venne affidato a Gualandi e prese il via nel 1890.