Il Molise è una di quelle terre che può offrire veramente tantissimo al turismo a patto però che ci sia la curiosità di conoscerlo ed esplorarlo. Dal momento che a noi la curiosità non manca, oggi vi vogliamo parlare di una delle peculiarità del Molise che non tutti prendono in considerazione: i cosiddetti “Tratturi”.

I Tratturi sono praticamente dei segni distintivi di questa terra in quanto esistono da secoli e secoli ed ancora oggi resistono al tempo e all’evoluzione.

I tratturi: significato, origine del nome e cenni storici

esempio di tratturo

Ma cosa sono questi tratturi? Con il termine “tratturo” si fa riferimento ad un sentiero erboso, pietroso o in terra battuta che si è generato con anni ed anni di calpestio del suolo da parte degli armenti. In altre parole questi sentieri si sono generati con il pascolo stagionale delle greggi.

La parola è di derivazione latina e difatti risale al termine “trahere” che significa “trascinare”, la parola è stata poi adattata al dialetto locale prima in “tratture” ed infine in tratturo.

I tratturi sono presenti un pò in tutta Italia e si sono diffusi principalmente in modo spontaneo coprendo distanze a breve raggio. Erano probabilmente già segnate in epoca preistorica nelle terre del bacino del Mediterraneo, se ne ipotizza l’esistenza in Italia, Spagna e Francia. Il periodo di maggior splendore di queste strade si ebbe in epoca romana. Sotto il dominio di Roma queste vie furono difatti rinfoltite per riuscire a collegare al meglio i centri urbani dell’Impero.

I tratturi molisiani

Ora che sappiamo cosa sono, possiamo concentrarci sul territorio molisiano. Abbiamo detto che i tratturi nel Molise sono molto importanti e difatti questi sono presenti quasi in tutto il territorio. Camminare lungo questi sentieri offre panoramici unici es ancora oggi è possibile incontrare qualche pastore che li utilizza per far pascolare il suo gregge.

I tratturi più importanti che passano per il Molise attualmente sono i seguenti:

  • Tratturo Celano – Foggia: questo sentiero passa attraverso il Parco Nazionale Majella e le zone archeologiche Vastogirardi e Pietrabbondante
  • Tratturo Castel di Sangro – Lucera: attraversando questo sentiero si incontrerà uno splendido castello
  • Tratturo Pescasseroli – Candela: probabilmente il più lungo che copre una distanza di circa 200 Km.

Di detti tratturi uno dei più suggestivi è l’ultimo in quanto passa per Castelpetroso e lungo il sentiero si può ammirare lo splendido santuario. Accanto a queste vie principali, vi è poi il tratturo Magno risalente all’epoca aragonese. questo tracciato passa, in Molise, per numerose località fra cui Termoli, dove merita una visita il Castello Svevo e l’antico borgo marinaro arroccato sul promontorio.

Un piccolo riferimento si può fare anche ai “tratturelli”.  In ambito molisano, va segnalato sicuramente il Castel del Giudice-Sprondasino-Pescolanciano, che con i suoi quaranta chilometri collega i Tratturi Ateleta-Biferno, Celano-Foggia e Castel di Sangro-Lucera.