Ostuni è da sempre una delle città più visitate del salento, questo borgo difatti ha ottenuto nel 1994 il titolo di Bandiera Blu e lo ha mantenuto fino al 2017. Come sicuramente saprete, questo titolo non si ottiene solo grazie alla qualità dell’acqua ma anche grazie al rispetto di altri parametri quale ad esempio la qualità dei servizi. La bandiera blu è certamente un segno che già da un’idea di cosa possa offrire questo posto, ma Ostuni è certamente più famosa per il suo centro storico un tempo interamente dipinto in calce bianca. Sarà proprio il centro storico l’interesse del nostro articolo.

Brevi cenni storici

ostuni borgo antico

Prima di concentrarci sul bianco centro storico, ripercorriamo brevemente la storia di questo borgo. Ostuni è abitato sin dalla preistoria, confermata difatti è la presenza dell’uomo neanderthaliano. La zona era particolarmente adatta ad ospitare comunità primitive sopratutto per l’abbondanza di grotte.

Il primo nucleo cittadino vero e proprio risale all’anno 1000 a. C. e si attribuisce ai Messapi, antica popolazione illirica. Nel III secolo anche il Salento cadde all’interno dell Impero Romano ma le tracce rimaste sono ben poche. Dopo aver conosciuto la furia di Annibale, Ostuni fu ricostruito ma i secoli successivi lo videro angustiato dal dominio di Ostrogoti e Longobardi,  Saraceni e Mori, Svevi e Normanni. Furono proprio i Normanni a conquistare infine il borgo, intensificando la coltivazione dell’ulivo e stabilendo con precisione i confini della città. Nel XII secolo Goffredo III fece edificare un castello sulla cime del colle più alto di Ostuni (oggi di quella fortificazione resta ben poco). Grazie a Federico II di Svevia la città di è aperta al commercio con gli Angioini e la stessa conurbazione del centro che vediamo oggi, risale a quel periodo.

Nel 1507 il borgo venne annesso al ducato di Bari di Isabella d’Aragona, il periodo spagnolo concise con l’apice dello splendore di Ostuni. Il periodo rinascimentale corrisponde anche al massimo sviluppo urbanistico della città. Questa fase di splendore è durata fino al XVII secolo, da detta data in poi iniziò una nuova fase di declino. La città fu venduta alla famiglia Zevallos che la trattò come un feudo personale. Da lì poco iniziò a diffondersi la peste, ma la città di Ostuni riusci ad essere risparmiata dall’epidemia grazie alla pratica di imbiancare le abitazione con la calce (un disinfettante naturale). Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant’Antonio e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da piazza del Moro all’odierna piazza Libertà, dove si trova oggi il Municipio. Dopo essersi opposti più volte alal ominazione spagnola, Ostuni riusci ad ottenere nel 1799 il titolo di città libera e repubblicana. Nel 1860 Ostuni fu la prima città della Puglia ad abbattere gli stemmi borbonici ed innalzare il tricolore.

Il centro storico di Ostuni

Il centro storico di Ostuni, che coincide con il borgo antico, è certamente la parte più “turistica” e ricca di storia di tutto il borgo. Come avrete letto nel paragrafo precedente, il borgo è noto per avere praticamente tutti gli edifici bianchi. Da una certa distanza la ‘Terra”,come viene chiamata la città murata dai locali, appare uniforme nelle sue linee geometriche, dando l’impressione di un cono incastonato tra i colli sui quali insiste l’intera città. Una volta che ci si avvicina però questa linearità scompare sempre più lasciando spazio ad un territorio urbano che si caratterizza per la presenza di un continuo saliscendi, di vicoli e di scalette, oltre che ovviamente per il colore.

Nel centro storico sono presenti diversi punti di interesse e qui di seguito vi riportiamo alcuni di essi:

  • Palazzo Vescovile
  • Cattedrale
  • Piazza della Libertà
  • Colonna di Sant’Orazio

Il centro storico è poi scenario di alcuni eventi locali tra cui sicuramente spicca la “Sagra dei Vecchi Tempi”, dove si può gustare la cucina locale ed ammirare artigiani all’opera.

Insomma Ostuni è un borgo da visitare in lungo e in largo, la struttura particolare della città la fa sembrare quasi un labirinto ricco di storia, cultura e particolarità. Come il solito il nostro consiglio è quello di esplorare il posto liberamente andando “a naso” e poi magari concentrarvi sui luoghi che vi abbiamo indicato. Infine vi ricordiamo che quello riportato è solo un elenco indicativo e non esaustivo.