Inserito nell’elenco dei monumenti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità nel 1996, il Castel del Monte di Andria è uno dei monumenti che se vi recate in Puglia dovete assolutamente cercare di vedere.

L’imponente costruzione sorge su di una collina a 540 metri dal livello del mare e si trova precisamente nel territorio comunale di Andria nella fazione omonima al castello. Fino al 2010 il castello è stato anche riconosciuto come monumento nazionale ma questo titolo è stato abrogato 8 anni fa.

Brevi cenni storici sul castello

il castello in una foto d'epoca

Il castello da anni attira l’attenzione di turisti e studiosi per via della sua planimetria singolare e dei numerosi simbolismi di cui vi parleremo in seguito; per il momento però vogliamo spendere qualche parola sulla storia di questo singolare monumento storico.

Sull’origine di questo castello non tutti sono d’accordo, sicuramente fu realizzato per volere di Federico II Hohenstaufen, imperatore del Sacro Romani Impero ma sulla data vi sono alcuni dubbi. Alcuni studiosi sostengono che il castello  risale al 29 gennaio del 1240 quando l’imperatore predispose i lavori per la sua realizzazione, altri invece sostengono che in quella data il castello già era praticamente terminato. Le incertezze si hanno anche circa l’architetto che si occupò della sua realizzazione, alcuni attribuiscono lo schema a Riccardo da Lentini mentre altri sono convinti che sia stato disegnato dallo stesso Federico II.

Inizialmente a questo castello si faceva riferimento con il nome di Castello di Santa Maria del Monte e cosi fu fino ai tempi di Giovanna I, regina di Napoli. A partire dal 1463 in un decreto di re Ferdinando d’Aragona il castello fu nominato per la prima volta senza l’appellativo “Santa Maria”.

Nel 1528 il castello fu devastato da un bombardamento e nel 1552 passò sotto le mani del Conte di Ruvo, Don Fabrizio Carafa. Sotto i Carafa il castello fu ripristinato ed utilizzato come luogo di villeggiatura. Nel XVII secolo un nuovo declino inghiottì il castello: depredato di arredi e decorazioni il castello si ridusse a mero carcere e ricovero per pastori, briganti e profughi politici.

Ormai irriconoscibile, il castello fu acquistato dallo Stato italiano nel 1876 e nel 1879 iniziarono i lavori di restauro. I primi lavori di restauro non diedero i risultati sperati e tra il 1975 ed il 1981 ci furono nuovi lavori. Questa volta il risultato finale restituì splendore al castello e nel 1936 fu nominato monumento nazionale.

Il simbolismo del castello e i suoi misteri

castel del Monte

Osservando la pianta del castello, il rigore matematico ed astronomico della sua planimetria, non si può che restare affascinati. Il castello è permeato di simboli che difatti attirano interesse di turisti e studiosi. Tutto sembra essere basato sull’otto, la struttura è creata per dare vita a singolari simmetria di luce nei giorni di solstizio ed equinozio. Altri simboli astronomici si ritrovano poi osservando due leoni accovacciati sulle due colonne che fiancheggiano il portale d’ingresso. I due animali guardano difatti lungo la linea dell’orizzonte dove sorge il sole nei solstizi d’estate e d’inverno. La scelta dell’ottagono potrebbe derivare dalla Cupola della Roccia a Gerusalemme, che Federico II aveva visto durante la sesta crociata, o dalla Cappella Palatina di Aquisgrana.

Visitare il castello da modo di edere detti simboli che sono presenti tanto all’esterno che all’interno.

La leggenda del castello

Il castello è ancora avvolta da misteri, primo tra tutti è la funzione di quest edificio. Seppur chiamato castello difatti, la costruzione è priva dei soliti elementi militari il che sembrerebbe escludere l’idea della tipica fortificazione. Tra le ipotesi avanzate vi è quello di un edificio adibito a residenza di caccia o di una sorta di tempio del sapere.

Inutile dire che questi dubbi, unito al forte simbolismo ha fatto sorgere una leggenda attorno a questo edificio. Questa leggenda narra dell’origine del castello che è attribuita ad un saraceno. In un antico tempio è riportata la seguente iscrizione: ““Il mio capo è di bronzo ma a levar del sole a calendi di maggio sarà d’oro”. Secondo la leggenda un saraceno riusci a trovare questo tesoro e con quel bottino costruì questo magnifica castello.