Visitare la Sardegna senza passare per cagliari è un pò come andare in Sicilia e non gustare un cannolo. La città di Cagliari del resto è dotata di una storia plurimillenaria, per cui è ricca di monumenti di attrazioni turistiche. Lungi dal volervi propinare la storia della città o i vari luoghi di interesse, qui di seguito abbiamo pensato di concentrare la nostra (e la vostra) attenzione su di un singolo monumento che negli anni è divenuto uno dei simboli che rappresentano Cagliari; stiamo parlando della “Torre dell’Elefante”.

La torre dell’elefante

l'elefante dfella torre

La Torre dell’Elefante è una torre medievale, la seconda più alta presente a Cagliari (la torre più alta è difatti la Torre di San Pancrazio). La torre è stata eretta nel 1307 per ordine dei consoli pisani Giovanni De Vecchi e Giovanni Cinquini. Situata nella zona del Bastione di Santa Croce, accanto alla Chiesa di San Giuseppe e di Calasanzio la torre è uno dei monumenti più importanti del quartiere storico di Castello e segno di riconoscimento per l’intera città. Visitare l’interno della torre consentirà ai turisti di potere godere di uno splendido punto di osservazione dal quale ammirare il panorama.

La storia della Torre

Come detto poco fa, la torre dell’elefante è stata edificata nel 1307 per volontà di Giovanni De Vecchi e Giovanni Cinquini. Ad occuparsi dei lavori fu l’architetto sardo Giovanni Capula, lo stesso che appena due anni prima si era fatto carico della costruzione della torre di San Pancrazio, che ricordiamo essere la torre più alta della città. Inizialmente la torre doveva fungere da baluardo difensivo; l’esigenza fu dettata dai numerosi attacchi dei genovesi e dei moreschi. Con le sue mura di spessi blocchi calcarei, le sue strette feritoie e le sue pesanti saracinesche, la Torre dell’Elefante proteggeva dunque il versante sud-occidentale del Castello. Con il passare degli anni la funzione della torre mutò e si adattò a quella di prigione. Una storia lega le sorti del marchese di Cea a questa torre: qui il marchese,  uno dei presunti colpevoli dell’omicidio del vicerè, nel 1668, fu prima rinchiuso e poi decapitato. La sua testa rimase poi affissa alla torre per ben 17 anni, ma non fu l’unica: negli anni numerose teste mozzate di prigionieri condannati a morte e decapitati nella vicina “plazuela” (l’attuale piazza Alberto), furono affisse come monito alla porta della torre. Tra le altri funzioni, la torre fu utilizzata anche come polveriera ed armeria.

Architettura della torre

Per quanto riguarda l’architettura, la Torre dell’Elefante si presenta come una tipica costruzione pisana,  coi tre lati esterni massicci costruiti in calcare bianco di Bonaria e il quarto lato, quello interno, aperto. L’altezza varia da 31 a 42 metri. La porta era ben difesa da numerosi sbarramenti, tre robusti portoni e due saracinesche. Invece per la difesa dall’alto una serie di mensole reggeva un’impalcatura fatta di legno. Abbiamo detto che l’altezza varia dai 31 ai 42 metri: l’altezza di questa torre si è fermata ai 31 metri, ma se si considera il torrino si raggiungono dapprima i 35 metri ai quali si sommano dal lato di via Cammino Nuovo i mancanti 6 cm. Su di una lapide posta alla base della torre, si può ancora leggere (anche se vagamente) sulla quale è riportata la data della torre ed il nome del suo costruttore.

Informazioni utili per visitare la torre

Ovviamente dall’esterno la torre è sempre visibile ma qui di seguito vi forniamo gli orari di apertura per chi vuole approfondirne la visita.

Orari:

  • Inverno (1/10): tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 17:00
  • Estate (16/05) : tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00

Prezzi:

  • intero: 3 euro
  • ridotto e gruppo (5+): 2 euro
  • scolaresche: 1 euro

Vi ricordiamo infine che la torre è situata in Via Santa Croce ang. Via Università.