Per visitare la Sardegna, seconda isola più estesa del Mar Mediterraneo, ci sono tantissimi motivi ed altrettanti luoghi sui quali ci si potrebbe soffermare a raccontarne storia e tradizioni. Fare un simile lavoro richiederebbe pagine e pagine e non è nostra intenzione tediarvi con una infinità di parole. Ciò che vogliamo fare invece è proporvi la visita di un affascinante paesino che si trova su quest’isola e che sicuramente vale la pena vedere almeno una volta nella vita: si tratta di Castelsardo.

Castelsardo dalla preistoria ad oggi

Castelsardo porto

Conoscere una località ci obbliga a parlare, anche se brevemente, della storia di quel luogo ed è per questo motivo che è da li che partirà la nostra escursione mentale. La storia di Castelsardo può essere nettamente divisa in tre periodi: preistoria, medioevo e storia moderna. Andiamo con ordine:

Preistoria: I primi nuclei abitati sorsero in questo luogo con ogni probabilità sopratutto per la sua posizione geografica. Il primo centro abitato importante fu creato ai tempo dei romani, che costruirono le loro abitazioni i nelle vicinanze dell’odierno porto turistico che all’epoca sorgeva su di una spiaggia denominata “Fritum janii” (porto di Giano).

Storia medievale: La storia medievale prende i suoi inizia dopo la caduta dell’impero Romano e l’ascesa al potere dei vari Giudici (dal sardo judke e che rappresentavo i sovrani dei quattro regni sardi). Con il tempo però  molte terre vennero donate dai giudici turritani a vari ordini monastici. La vita monastica divenne dunque molto presente sopratutto con la creazione del monastero benedettino di Tergu che funse da centro di aggregazione cittadina. Tale centro di aggregazione perse di importanza, per divenire poi un lazzaretto, quando nel 1102 venne fondato il castello della famiglia genovese dei Doria, battezzato Castelgenovese, Dopo la creazione del castello la popolazione si iniziò a spostare lentamente all’interno della rocca. Quella fu la nascita del paese così come ancora oggi possiamo vederlo. Castelsardo fu l’ultima città dell’isola a venir inglobata dal Regno di Sardegna aragonese, nel 1448, lo stesso anno in cui venne nominata Città Regia.

Storia moderna: Per destabilizzare la sicurezza della rocca si dovette aspettare l’epoca moderna e l’avvento delle nuove armi e cosi a partire dal 1520 il paese venne rinominato Castillo Aragones divenendo anche sede vescovile. Nel 1767 Castelsardo, sotto la dinastia sabauda, assunse l’attuale denominazione durante il regno di Carlo Emanuele III, ma a differenza di altre città regie, come Alghero, Bosa, Cagliari, Oristano e Sassari, conservò nel proprio stemma le barre d’Aragona del passato regime, invece di sostituirle con la croce dei Savoia. L’Ottocento fu il secolo che sancì l’inizio della decadenza di Castelsardo prima a causa di problemi di natura economica e culturale per poi ricevere il colpo di grazia dall’arrivo della peste. La ripresa della città si ha in tempi più recenti grazie al rimpatrio di figli emigrati per fare esperienza e poi tornati a Castelsardo, nonchè grazie ai finanziamenti delle varie amministrazioni, all’industria del turismo, sempre attenta ai luoghi ricchi di mare, fascino e storia.

Cosa visitare nel borgo

castello doria

Visitare il borgo vi porterà sicuramente alla scoperta dei seguenti monumenti considerati come attrazioni principali del posto:

  • Museo Diocesano: situato nei sotterranei della Cattedrale nelle cripte dell’antica chiesa romanica su cui è stata in seguito edificata la chiesa di Sant’Antonio Abate, il museo conserva le opere del  Maestro di Castelsardo, facenti parte del retablo che comprendeva l’attuale pala d’altare della Cattedrale.  Questi ambienti restaurati ospitano inoltre le sale del museo, dove sono conservati alcuni degli arredi e delle suppellettili liturgiche della Cattedrale.
  • Museo dell’Intreccio Mediterraneo: Situato nel Castello dei Doria, questo museo rappresenta il fiore all’occhiello della città. dedicato alla ricca tradizione sarda di utilizzare le risorse vegetali del territorio, come la palma nana, il giunco, l’asfodelo e altre piante, per realizzare oggetti di uso quotidiano secondo antiche tecniche di intreccio manuale, il museo ospita la collezione di molti manufatti suddivisi per tipologie d’uso. Il museo  dà spazio all’espressione della cultura locale sia come luogo di memoria che come proposta di prosecuzione di un lavoro antico che deve essere tramandato.
  • Maestro di Castelsardo: Viene così chiamato un pittore dal nome tutt’ora ignoto che ha caratterizzato molto l’ambiente artistico della sardegna e che ha lasciato diversi retabili che si possono ammirare.
  • Castello Doria: sede del rinnovato MIM (Museo dell’intreccio mediterraneo), il sito museale più visitato della Sardegna, è stato recentemente oggetto di lavori di restauro delle sale e di mordenizzazione museografica. Sarà inoltre possibile visitare la cinta muraria ed il ponte levatoio.

Eventi e folklore

La città è inserita in diverse reti come uno dei borghi più belli d’Italia. Uno degli eventi principali nella tradizione di Castelsardo è sicuramente dato dall’insieme dei riti della settimana santa. A partire dal 2002 il borgo è diventato uno dei luoghi principali nella promozione di eventi natalizi e concerti di capodanno ai quali hanno partecipato anche illustri artisti come Francesco de Gregori, Neffa, Alex Britti ed i Negrita.