La Sicilia è una delle terre più ricche di storia che la nostra penisola ha il piacere di custodire. Pensare alla Sicilia vuol dire ritornare indietro nel tempo e rivivere miti e leggende. Ogni pezzo di terra siculo ha qualcosa da raccontare e oggi la nostra avventura all’interno delle bellezze italiane fa tappa a Selinunte.

Selinunte è un’antica città greca che è rimasta sepolta per circa 2700 anni e che oggi rappresenta il parco archeologico più grande di tutta Europa.

Selinunte e la storia custodita nelle rovine

selinunte dal'alto

Essendo una città greca vi lasciamo immaginare quanta storia custodisce questa città. Sfortunatamente per voi noi siamo curiosi e abbiamo deciso di approfondirla. Non temete, non abbiamo certamente intenzione di scrivere pagine e pagine di vicende storiche ma certamente conoscere le fasi principali di questa città sarà utile ed interessante.

Idealmente parlando, possiamo suddividere la storia di questo posto in 7 fasi o tappe che vanno dalla sua nascita, passano per il suo sviluppo e giungono alla sua fine. Le tappe sono le seguenti:

  • nascita della città
  • i secoli di prosperità
  • il conflitto con Segesta
  • la disfatta di Selinute
  • l’accordo tra Siracusa e Cartagine
  • il periodo Punico
  • la fine di Selinunte

Prima di iniziare il viaggio, facciamo una piccola premessa: il nome Selinunte deriva dal greco “Selinus” ossia sedano. Detto questo vediamo un pò più nel dettaglio ciascuna fase partendo ovviamente dal principio.

La nascita della città

La città si selinunte fu fondata nel 650 a.C. come sottofondazione di Megare Hyblea (attuale Augusta). I coloni di Megara sotto la guida di Pammilos andarono alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali nella parte occidentale della Sicilia. Questo posto fu trovato lungo la costa del Mar Mediterraneo, tra le due valli del Belice e del Modione, su di un luogo non interessato da precedenti insediamenti indigeni.

I secoli di prosperità

La città fondata dai coloni crebbe rapidamente affermandosi come “Apoikia” (una colonia di popolamento). Intrecciare buoni rapporti politici e commerciali con i cartaginesi fu facile e cosi iniziò la crescita economica. La città iniziò dunque a crescere aggiungendo importanti costruzioni quali  l’Acropoli, il Santuario della Malophoros, e venne addirittura fondata la subcolonia di Eraclea Minoa.

Il conflitto con Segesta

La crescita di Selinunte spinse piano piano la città a scontrarsi con un Segesta. Dopo vari conflitti si arrivà ad un decisivo scontro che vide schierati due grandi eserciti: Segesta, appoggiata da Cartagine ed Atene, e Selinunte, appoggiata da SiracusaAgrigento e Gela.

La disfatta di Selinunte

nel 409 a.C. si consumò una feroce battaglia che si concluse con la sconfitta di Selinunte e conseguente sacco. La sconfitta segnò la fine di una delle più prospere città greche.

L’accordo tra Siracusa e Cartagine

Prima di rassegnarsi al triste destino, Dionisio cercò di ridare auge alla città ma i tentativi risultarono vani. Alla fine dei fallimentari tentativi per scacciare i cartaginesi fu sancito un accordo di pace che fece passare Selinunte nelle mani dei cartaginesi.

Il periodo Punico

I cartaginesi decisero di ricostruire solo l’area dell’acropoli della vecchia città e a ricostruzione terminata vi si insediarono i punici.

La fine di Selinunte

Con la prima guerra punica Slinunte sperò di potersi liberare dei cartaginesi grazie alla venuta dei romani. Anche in questo caso i risultati furono tutt’altro che positivi, la città fu evacuata completamente dai cartaginesi e lasciata in balia dei romani fino a scomparire definitivamente.

Il parco archeologico

Selinunte

Oggi Selinunte è un importante centro archeologico con un’estensione di circa 270 ettari ed è diviso nelle seguenti aree:

  • La collina Gàggera (a W, con il santuario della Malophòros)
  • L’acropoli (al centro, con templi e fortificazioni)
  • La collina Manuzza (a N, con l’abitato antico)
  • La collina orientale (ad E, con altri templi)
  • Le necropoli.

Sicuramente i resti èiù importanti da visitare sono i templi. Nel centro archeologico ne sono custoditi ben 7 alcuni dei quali ancora in buono stato di conservazione. Tra le altre cose da visitare segnaliamo le cave di Cusa ed i vari santuari sparsi all’interno del parco.

Dal momento che il parco è molto ampio il nostro consiglio è quello di visionare gli itinerari di vostro interesse prima di addentrarvi all’interno del parco. Qui di seguito vi riportiamo gli itinerari disponibili con le info essenziali:

  • Collina orientale: un tour della durata di circa 40 minuti che copre una lunghezza di 400 metri (contiene tre templi di cui il tempio E il migliore in termini di conservazione)
  • Acropoli : dura circa 1 ora e 30 minuti e copre un spazio di 2.5 Km circa. L’acropoli custodisce templi e santuari, offre un panorama mozzafiato e s potrà anche vedere la fortificazione a difese dell’Acropoli
  • Collina della Manuzza: circuito più lungo che dura circa 4 ore ed è lungo 5.5 Km circa. Copre tutte e quattro le aree principali del sito
  • Collinea Orientale + Acropoli: via di mezzo ottimale dura 2 ore e 30 minuti e farà vedere i templi principali e l’Acropoli