Ortigia non necessita di particolari presentazioni, del resto è il centro più antico di Siracusa nonchè meta turistica rinomata. All’interno di Ortigia ci sono molte cose da vedere ma oggi abbiamo deciso di soffermarci su uno dei monumenti più antichi dell’isola: il tempio di Atena.

Il tempio di Atena è sicuramente il complesso sacrale più importante dell’isola di Ortigia e sorge nella zona più alta. Curiosamente, nonostante sia il tempio più antico è anche quello che regge meglio alle intemperie del tempo.

Gelone il tiranno ed il tempio di Atena

ricostruzione del tempio di Atena

Secondo la storiografia questo tempio risale al V secolo a. C. e la sua realizzazione si deve a Gelone. Gelone era un discendente della famiglia dei Dinomenidi, una dinastia di tiranni greci che governarono in Sicilia. Gelone era il primogenito di Dinomene ed è passato alla storia come colui il quale sconfisse i siculi Killichirioi prendendo possesso dell’isola di Ortigia. Sotto la sua tirannia Ortigia divenne centro politico e religioso lo dimostra il fatto che nell’isola venne edificata la via sacra. Proprio su questa via che viene edificato il tempio dedicato alla dea Atena e sul quale ora ci concentriamo.

Il tempio sorge sulle rovine di un tempio ben più antico, questo dato è confermato da alcuni scavi eseguiti tra il 1912 ed il 1917 e che hanno riportato alla luce alcuni elementi architettonici databili attorno al VI secolo a.C. Cosi come tutti gli altri edifici sacri, il tempio di Atena è orientato verso oriente e secondo alcuni studiosi aveva anche la duplice funzione di tempio e faro per i naviganti che si avvicinavano a Siracusa dal lato del mare di Ortigia. Questa teoria si basa molto sulla presenza di una grande statua di Atena con uno scudo dorato, il cui bagliore riusciva ad essere avvistato anche da molto lontano.  Gli archeologi hanno poi riscontrato alcune similitudini con il tempio della Vittoria che si trova ad Imera, per questo motivo sono convinti che sia il periodo che la storiografia vada collegata all’esito positivo per i siracusani avuto dalla Battaglia di Imera nel 480 a.C.

Alcune testimonianze su questo tempio vengono poi direttamente dagli scritti di Cicerone, il quale ha raccontato di come questo luogo di culto sia stato rispettato da Marco Claudio Marcello ma devastato da Gaio Licinio Verre. Qui di seguito vi riportiamo un estratto dello scritto di Cicerone:

« C’è un tempio di Minerva sull’isola, di cui ho già parlato, e che Marcello non ha toccato, lo ha lasciato pieno di tutti i suoi tesori e ornamenti, ma che così è stato svuotato e “attaccato” da Verre, che sembra essere stato nelle mani non di un nemico – i nemici, anche in guerra, rispettano i riti della religione e i costumi del paese, ma (nelle mani) di un qualche pirata barbaro. C’era la battaglia della cavalleria del Re Agatocle, perfettamente dipinto in una serie di figure, e con queste figure erano ornate le mura interne del tempio. Niente era più nobile di quei dipinti; Non c’era niente a Siracusa che valeva vedere di più.Queste figure Marcello, che con ogni sua vittoria prendeva tutto, non le toccò, impedito dalla sacralità (di esse); Questo (Verre), dopo la lunga pace e la lealtà dei Siracusani, li ha accolti come sacri e sotto la protezione della religione, portando via queste figure che sono rimaste inviolate per tanto tempo e che sono sfuggite a tante guerre, lasciando nude e deformate le mura. »

Oggi giorno il tempio di Atena è divenuto una parte del Duomo di Siracusa ma restano ancora visibili all’esterno (e precisamente sul fianco sinistro del Duomo) alcune colonne con lo stilobate sul quale si poggiavano.

Struttura e architettura del tempio

pianta del tempio di Atena

La struttura dell’Athenaion era un periptero esastilo (ossia aveva sei colonne in facciata) con 14 colonne poste lateralmente. e misure complessive erano di 22 x 55 m. Il peristilio circondava una cella con pronao ed opistodomo, entrambi con due colonne in antis. Sfortunatamente delle decorazioni della chiesa non resta molto, come già scritto sopra, Cicerone ha riportato del furto di molti elementi decorativi per cui ci possiamo solo fidare degli scritti che parlano di detti decori.

Con l’avvento del cristianesimo la struttura è stata però modificata e consacrata quale cattedrale nel VII secolo dal vescovo Zosimo. Le modifiche sono state semplici: l’edificio centrale è diventato la navata centrale, lo spazio ottenuto dal corpo centrale ed il colonnato ha creato le navate laterali, infine  è stato cambiato l’orientamento spostandolo ad est.