Nella costa orientale della splendida Sicilia, poco più a nord di Catania, sorge un piccolo borgo che si affaccia sul mare e che, a nostro avviso, è una di quelle tappe che in una visita alla terra sicula non può mancare; stiamo parlando di Aci Trezza.

Il borgo di Aci Trezza

Il piccolo borgo di Aci Trezza, a dispetto delle sue dimensioni, rappresenta una piccola perla per la terra sicula. La storia del posto si lega a leggende risalenti all’antica Grecia ma anche alla ben più attuale letteratura italiana. Prima di esplorare la storia del posto però, questa volta partiamo da una descrizione del borgo di Aci Trezza.

Aci Trezza (‘a Trizza in siciliano) è una frazione del comune di Aci Castello, nella città metropolitana di Catania. Centro peschereccio di antica e notevole tradizione, è famoso per il suo paesaggio. Si affaccia sul mar Ionio e dista circa 9 chilometri da Catania. Il panorama che si ammira dal borgo è dominato dai faraglioni dei Ciclopi, degli scogli basaltici, e dalla vicina isola di Lachea. Aci Trezza ospita anche un porto attrezzato con impianti di rifornimento, cantieri navali e gru. Oggi giorno Aci Trezza è sicuramente un luogo turistico e ricco di siti di interesse che a breve scopriremo assieme, prima però un pò di storia.

La storia di Aci Trezza

mare acitrezza

Fondato alla fine del scolo XVII, Aci Trezza nasce come scalo marittimo del principato dei Riggio ma ben presto diviene centro pulsante della vita commerciale locale. Il borgo rimase nelle mani della famiglia Riggio dal 1651 al 1820 anno in cui l’ultimo discendente della famiglia dei principi di Aci, Giuseppe Riggio, fu decapitato a Palermo dalla folla in rivolta. Dopo l’abolizione del feudalesimo, Trezza fu separata, con Ficarazzi, da Aci Sant’Antonio per essere accorpata ad Aci Castello il 15 settembre 1828.

Luoghi di interesse

Siamo arrivati al momento più interessante, adesso vi parleremo dei luoghi d’interesse turistico del borgo, alcuni dei quali si legano a leggende antiche mentre altri trovano un legame con la letteratura italiana.

La casa del Nespolo: Sicuramente avrete già capito questo primo luogo a cosa si lega, ebbene si, la casa del Nespolo è la piccola abitazione che ispirò Giovanni Verga per la sua storia dei Malavoglia. L’interno della casa ospita oggi un piccolo museo che vi consigliamo di visitare per curiosità ma senza troppe aspettative.

Chiesa di San Giovanni Battista: chiesa principale del paese, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693. Nel 1900 vi operò il parroco don Salvatore De Maria, che la ristrutturò e la fece diventare parrocchia indipendente. La facciata è in stile barocco con portale classico, il finestrone centrale è sormontato da una seconda finestra superiore con la statua del santo. In cima al centro vi è un piccolo campanile a vela con una campana. Il secondo campanile turrito è laterale. L’interno è a navata unica, con abside semicircolare, splendidamente decorato da stucchi che circondano le quattro cappelle laterali.

Visitare il borgo richiederà circa mezza giornata, ma una volta esplorato il borgo ed avere apprezzato i suddetti monumenti, vi potrete dedicare all’aspetto più bello e piacevole del borgo: il mare. Parlare di mare ci porta a mettere in evidenza altri siti di interesse turistico:

faraglioni dei ciclopi

i Faraglioni dei Ciclopi: Come già accennato, i faraglioni dei ciclopi sono degli scogli che si innalzano dal mare. Attorno a questi vi è una leggenda che narra dell’ira di Polifemo il quale cercò di colpire Ulisse durante la sua fuga proprio con questi scogli.

Isola di Lachea: Questa isola viene identificata con l’omerica isola delle Capre, attualmente sull’isola vi è una sede della facoltà di biologia dell’università di Catania.