A volte capita che alcuni dei luoghi più belli d’Italia si trovano in regioni piccole o in borghi poco conosciuti ma se ci si arma di tanta curiosità ed un pò di pazienza, è possibile riuscire a scorgere alcune storie antiche di estremo interesse che trovano la loro testimonianza in monumenti o piccoli centri abitati. Uno di questi borghi si trova nel Trentino Alto Adige, più precisamente nella provincia autonoma di Bolzano. Si tratta di Curon Ventosa.

Curon Venosta ed il borgo sommerso

Il borgo di Curon è un luogo molto interessante non per il borgo in sè stesso ma per la storia che ha da raccontare. Originariamente il borgo di Curon sorgeva in prossimità di tre laghi naturali:  il Lago di Resia, il Lago di Curon e il Lago di San Valentino alla Muta. Nel corso degli anni 50 venne però presa una decisione che avrebbe drasticamente cambiato le sorti del borgo: si decise infatti di costruire una grande diga con lo scopo di produrre energia elettrica. La creazione della diga fece unificare due dei tre laghi sopra citati ma dovette sacrificare l’intero borgo di Curon, sommergendo case e terreni del centro abitato. Per tal motivo il paese venne raso al suolo, i suoi abitanti furono costretti a lasciare le loro case e a trasferirsi a qualche chilometro a nord, dove il paese venne ricostruito. L’abbattimento di Curon non conobbe una forte opposizione da parte dei cittadini del borgo che chieser aiuto anche al Papa, ma nonostante i loro sforzi nulla potè impedire la creazione di quella diga e la distruzione delle loro proprietà. L’unica cosa che riuscirono ad ottenere fu un gesto simbolico che lasciasse il ricordo di quel vecchio borgo: si decise di lasciar emergere dalla diga lo storico campanile della chiesa di Curon Vecchia.

Il campanile nel lago

Campanile Curon Venosta

Inutile dire che oggi giorno il campanile è divenuta una grande attrazione turistica. La cima del vecchio campanile di Curon (Graun) emerge dalle acque ed è tuttora visibile. La costruzione è datata 1357 e la chiesa cui era annesso risale al 1832-38. L’importanza del campanile ha comportato anche un impegno nella sua manutenzione: l 9 luglio 2009 sono stati conclusi dei lavori di restauro del campanile romanico; il livello dell’acqua del lago era stato precedentemente (a maggio) leggermente abbassato per permettere i lavori di risanamento sulla statica della struttura, oltre che sulle crepe presenti negli angoli delle facciate nord e nord-est, causate con tutta probabilità dalle infiltrazioni dell’acqua nelle piccole fessure e dalle successive gelate invernali. A rendere ancora più unica la visita di questo “borgo sommerso” è la possibilità che si presenta in inverno, di poter raggiungere il campanile a piedi. Questa possibilità si crea in quanto le rigide temperature fanno gelare il lago creando cosi una sorta di passerella naturale.

La leggenda del campanile

Attorno al campanile è sorta anche una leggenda. Stando a quanto si racconta, in alcune giornate d’inverno si riescono ancora a sentire risuonare le campane che furono rimosse dal campanile il 18 luglio del 1950 prima della formazione del lago.

Il lago e gli sport

Il lago una volta che gela consente inoltre di praticare alcuni sport invernali:  Da dicembre a marzo sul lago ghiacciato si pratica lo sci da fondo, il pattinaggio e, grazie a venti forti e frequenti, lo snowkiting e la slitta a vela.

Società

Parlare dell’attuale formazione della società di Curon ci obbliga a citare brevemente parte della sua storia. Nell’anno 15 a.C. la Val Venosta, fino ad allora popolata da etnie celtiche, cadde sotto il dominio dei Romani, i quali costruirono la prima grande strada di comunicazione commerciale e militare, attraversante il Passo Resia: la Via Claudia Augusta. Tale strada, che collegava l’Italia con la Germania, nel Medioevo prese il nome di “Via Superiore” (in tedesco Oberer Weg) oppure di Via di Svevia (ted. Schwabenweg). A partire dal 450 iniziarono a raggiungere Curon i primi evangelizzatori. Coloro che però infine rimasero permanentemente a Curon furono le colonie provenienti dalla Germania che divennero in breve l’etnia dominante. Ancora oggi a Curon la popolazione resta per la gran parte di madrelingue tedesca. Secondo i dati raccolti infatti il 97.34% degli abitanti sono tedeschi madrelingue mentre solo il 2.66% sono madrelingua italiana.