Anche oggi abbiamo deciso di portarvi nel cuore del  Trentino per esplorare assieme a voi una delle più vaste aree protette della regione: il Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta.

Il territorio del parco

Per iniziare a parlare del parco ci sembra opportuno partire dalla sua collocazione geografica. Il territorio del parco si trova nelle Alpi Retiche, settore italiano centro-meridionale della catena alpina. Per essere più precisi l’Adamello-Brenta occupa la parte occidentale del Trentino tra le Valli Giudicarie, Val di Non e Val di Sole, si estende su due grandi aree morfologicamente distinte: il gruppo delle Dolomiti di Brenta e il massiccio granitico dell’Adamello – Presanella.

La storia del parco

Bene una volta date le indicazioni geografiche, possiamo concentrarci sulla storia che ha portato alla nascita di questo parco naturale. Il parco ha radici storiche che affondano nei primi anni del 900 quando autorevoli naturalisti iniziarono ad ideare il progetto di un parco che avrebbe dovuto tutelare i territori tra il massiccio dell’Adamello-Presanella e il Gruppo delle Dolomiti di Brenta; a questo obiettivo, negli gli anni precedenti al secondo conflitto mondiale, si aggiunse anche la mission i tutelare l’orso bruno. Come tutti ben sapete, gli anni della guerra e del successivo dopo guerra, non furono anni felici ed è per questo che le sorti del parco furono fortemente condizionate, per questo motivo per vedere la sua nascita il parco dovette aspettare l’anno 1967. Dopo la sua nascita il parco ha conosciuto una storia piuttosto “movimentata” che si è protratta fino all’anno scorso (e che non escludiamo possa ancora ampliarsi). Dal momento che la nostra intenzione non è certamente quella di tediarvi con una marea di informazioni qui di seguito vi riportiamo solo alcuni passaggi interessanti e relative date:

  • 1988: Viene promulgata la Legge provinciale 6 maggio 1988, n. 18, “Ordinamento dei parchi naturali”. Essa definisce le finalità dei parchi naturali trentini come “la tutela delle caratteristiche naturali e ambientali, la promozione dello studio scientifico e l’uso sociale dei beni ambientali”
  • 1999: Nasce il “Piano del Parco”, la cui approvazione segna la fine della fase di opposizione sociale, consentendo così all’area protetta di liberare le proprie energie in un’azione finalmente propositiva.
  • 2008: Riconoscimento del titolo di “Geopark” che inserisce il parco in un network europeo il cui lavoro è quello di valorizzare il patrimonio geologico della Terra sotto l’egida dell’UNESCO
  • 2009: l Gruppo dolomitico di Brenta con i suoi castelli di pietra con torri, campanili, ardite guglie e immani pareti… è entrato a far parte del Patrimonio naturale Mondiale dell’Umanità.
  • 2016: Legambiente consegna al parco l’Oscar dell’Ecoturismo

Flora e fauna del parco

Flora del parco Adamello-Brenta

Rispettando a pieno gli standard centro-sud alpino, il parco è caratterizzato da boschi ci conifere che ricoprono il terreno sino ad una quota di 1800 metri, superata tale altitudine iniziano a dominare le praterie alpine e la vegetazione rupestre che supera i 2500 metri. Andiamo ora a vedere più nel dettaglio la flora e la fauna del posto.

Flora

Il parco offre una ricchezza ed una varietà di flora e vegetazione che ha poco da invidiare alle altre zone dell’Arco alpino. Grazie alle diversità morfologiche che si presentano nel parco, si è potuta creare questa enorme varietà di flora che adesso andremo brevemente a descrivere.

Circa un terzo della superficie del parco è coperto da boschi e foreste, che nella fascia altimetrica più bassa sono costituiti per lo più da latifoglie. Qui le specie più rappresentative sono l’acero, il corniolo, il sorbo, il nocciolo, il salicone, i carpini, la roverella, l’orniello. Il piano montano sovrastante invece ospita la faggeta ed il bosco misto di latifoglie e conifere. Salendo di quota si trova la fascia delle conifere che è quella che occupa la maggior superficie del parco. Sopra il limite della vegetazione arborea incomincia la fascia tundro-artico-alpina, dove gli alberi si fanno radi bbiamo così raggiunto la fascia delle praterie alpine, popolate da piante erbacee e da una notevole varietà di fiori. Anche tra le fessure e spaccature della roccia si possono osservare rare specie dalla tipica conformazione a cuscinetto. Tirando le somme, il parco conta circa 1500 specie.

Fauna

Passiamo ora alla fauna locale. Se la flora ha dell’incredibile per varietà di specie, la fauna non è da meno. Ancora una volta a rendere possibile la varietà è la diversità e l’integrità dell’ambiente. La prima cosa che vogliamo mettere in evidenza è la presenza dell’orso bruno cui le montagne fanno da casa, detto questo la fauna locale è composta dai seguenti animali: camosci, cervi, caprioli, aquile. E poi stambecchi, volpi, tassi, martore, galli cedroni, marmotte e molti altri animali grandi e piccoli.

Info utili per visitare il parco

fauna del parco Adamello-Brenta

Qui di seguito vi forniamo alcuni consigli utili su come visitare il parco.

Parliamo dal regolamento:

  • rispettare fiori e piante
  • mantenere la distanza dagli animali avvistati per non spaventarli
  • rispettare anche anfibi e rettili
  • non accendere fuochi a meno di 50 metri dal limite del bosco, meglio ancora utilizzare i “punti fuoco” predisposti dal parco
  • usare la bicicletta solo sulle strade, sui sentieri meglio spingerla
  • minerali e fossili vanno lasciati dove sono
  • non si può campeggiare
  • non cogliere funghi senza permesso
  • non raccogliere residuati bellici, in caso di ritrovamento avvisare il Parco

Elencate le regole è arrivato il momento di passare ai suggerimenti, forniti dallo stesso Parco, per poter godersi al meglio questa esperienza

Come visitare il parco:

  • ascoltare i suoni della natura
  • vivere i segreti del parco
  • raccogliere immagini
  • esplorare le tracce dell’uomo
  • esplorare i sentieri a piedi o in bicicletta
  • assaporare ogni momento con calma, rispettando i ritmi della natura
  • lasciare il parco pulito
  • affidarsi a guide per conoscere ogni dettaglio del posto
  • indossare un abbigliamento adeguato