Il Trentino è uno delle regioni italiane che più di altre vive a stretto contatto con la natura, ragion per cui non è raro trovare luoghi dove quest’ultima offre spettacoli incredibili ai visitatori. La bellezza di questi posti incontaminati, spesso custoditi all’interno di riserve, è certamente motivo di vanto tanto per i comuni che le ospitano quanto per l’Italia nel suo insieme. Proprio in questo ampio contesto si inserisce “Val Genova” un valle naturale della Val Rendena e di cui adesso vi parleremo.

Val Genova

Val Genova è una è una valle alpina laterale della Val Rendena, dalla quale si diparte all’altezza dell’abitato di Carisòlo. La valle è compresa interamente nel Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta. Il nome di questa valle deriva dal latino “jauna” il cui significato è “porta” anche se alcuni documenti del 1200 riportano Zenua  come nome della valle per indicarne l’abbondanza di acqua. Proprio questa caratteristica “abbondanza” di acqua ha reso notala valle ai giorni nostri con il nome di “valle delle cascate”.

Storia e caratteristiche della valle

cascata del Nardis

Il territorio di Val Genova comprende ben sette Comuni della Val Rendena, il più importante di questi è Strembo. Storicamente Strembo comprò il territorio agli inizi del 1900 da quello che allora era il Comune di Mortaso ma con l’annessione del Trentino all’Italia, pur riconoscendo la proprietà di Strembo sul territorio non venne altrettanto riconosciuto il contratto con cui veniva ceduto detto territorio di Mortaso a Strembo. Le vicende successive hanno visto la scomparsa del Comune di Mortaso e la sua annessione all’interno di Spiazzo che oggi detiene l’ultima parte del territorio della valle.

La bellezza di questo luogo viene preservata negli anni grazie alla scarsa presenza umana: la valle difatti ospita pochi rifugi alpini e strutture ricettive costruite appositamente per i turisti che sono ammessi esclusivamente nella stagione estiva.

Dunque è la natura che regna incontrastata: da Carisòlo la valle si inoltra in direzione ovest tra strette pareti e ripidi versanti coperti da fitti boschi di latifoglie e conifere, quando raggiunge le quote più elevate la valle si apre nello spettacolare circo di pareti e ghiacciai che scendono lungo la piana di Bedole. L’aspetto più interessante e caratteristico della valle è la sua ricchezza di acque, Val Genova difatti, come vi abbiamo già detto, viene chiamata anche “valle delle cascate” che precipitano dai tipici scalini glaciali di fondovalle (detti “scale”) e dalle valli laterali, rimaste “sospese” per la maggiore azione erosiva prodotta sul fondovalle dai ghiacci del periodo quaternario. La cascata più importante della valle è la “cascata di Nardis” una fra le più alte del Trentino seguono poi le cascate del Lres, di Folgorida, di Casol, di Pedruc, di Stablel, di Pont della Cambiali e di Mandron.

La leggenda delle Cascate

Attorno a questa meraviglia della natura sono sorte anche due leggende che le danno quel tocco in più. La prima leggenda risale agli anni 1543-1563; nel corso di quel ventennio si dice che i Padri del Concilio di Trento cacciarono streghe e diavoli nella valle che con il passare degli anni si trasformarono in roccia granitica.

Visitare la valle

A seconda della stagione che si sceglie, la visita della valle può dare esperienze diverse. Se si sceglie di vistarla durante la stagione estiva  o primaverile, passeggiare per la valle sarà un’esperienza piacevole e poco faticosa. Se invece si sceglie di affrontare i sentieri della valle durante l’inverno lo scenario sarà completamente diverso in quanto il gelo avrà preso il sopravvento sulla natura e le cascate saranno congelate.

Come raggiungere la valle

Se avete deciso di visitare la valle, qui di seguito vi forniamo alcune indicazione che vi potrebbero facilitare il compito:

  • A monte dell’abitato di Carisolo in Val Rendena si abbandona la SS n. 239 e si imbocca la SP della Val Genova. La si percorre per alcuni km fino al bacino Enel e quindi al parcheggio. Durante il periodo estivo si può proseguire in auto pagando un pedaggio oppure, nel mese di agosto, utilizzando i bus navetta a pagamento che percorrono la valle fino al Pian di Bédole. Normalmente il transito lungo la valle è interdetto da settembre a giugno.