Immerso nel cuore di un bosco, ad 800 metri di altezza delle pendici del monte Subasio, sorge l’Eremo delle Carceri. L’eremo delle carceri è un antico romitorio che dista circa 5 km d’Assisi e la sua storia si intreccia con quella di San Francesco d’Assisi.

Non è certamente la prima volta che storia, fede e cultura si fondono assieme per dar vita a siti di grande interesse turistico-culturale, per cui ancora una volta iniziamo questo viaggio nel tempo per scoprire quanto più possibile su questo romitorio.

Eremo delle Carceri, il “carcere” di San Francesco

eremo

La prima cosa che vogliamo fare nel presentarvi questo posto è  chiarire il nome. Leggendo carcere si può pensare in modo errato ad un suo utilizzo “penale” di questo posto. In realtà è conosciuto come eremo delle carceri in quanto in passato San Francesco usò questo luogo per meditare senza che nessuno potesse disturbarlo, un pò come si trovasse in un carcere. Cogliamo l’occasione per chiarire anche l’etimologia della parola “carcere” che in latino signifocava “luogo solitario ed isolato”.

Quello che oggi vedimo non è dunque l’aspetto oroginale dell’eremo. La base del romitorio ha origini molto antiche, difatti l’Eremo sorge su un complesso di grotte frequentate già dai tempi della paleocristiana. Per essere precisi, prima ancora che alla struttura, San Francesco era legato alle grotte del monte Subasio. Proprio in queste grotte San Francesco era solito rifugiarsi per poter meditare in solitudine o con i suoi fratelli. La grotta scelta dal santo era particolarmente piccola ma si dimostrò come luogo ideale per la sua ricerca interiore.

L’eremo inizialmente era proprietà del Comune di Assisi ma fu in seguito donato ai benedettini. Come detto poc’anzi San Francesco era solito andare in preghiera presso le grotte circostanti l’Eremo e fu cosi che i benedettini decisero di donare quel luogo al frate nell’anno 1215. La struttura originaria fu ampliata nel 1400 ad opera di San Bernardino da Siena che fece edificare la chiesa di Santa Maria delle Carceri. L’attuale struttura si è dunque sviluppata attorno alla grotta di San Francesco e alla piccola cappella di Santa Maria. Sfortunatamente info dettagliate sul passato di questo luogo tanto caro a san Francesco terminano qui, per cui possiamo passare ad una breve descrizione di ciò che attualmente si vede una volta raggiunto l’Eremo.

Una rapida descrizione dell’Eremo

grotta di Silvestro

Abbiamo dunque detto che lo sviluppo di questo posto è partito dalle preesistenti grotte. Una prima fase ha visto la creazione di un piccolo convento che si è via via espanso fino a prendere l’attuale conformazione. Vediamo dunque oggi cosa si può visitare.

La prima cosa che si paleserà agli occhi è un piccolo cortile triangolare al cui centro sorge un pozzo. Su questo pozzo ci sarebbe anche una leggenda ma ne parleremo più avanti in un apposito paragrafo.

Guardando dritto davanti a voi si potrà vedere la chiesa del quattrocento al cui interno è custodito un affresco de la “crocifissione” appartenente alla scuola umbro-senese. Si potrà poi visitare il refettorio dei frati e, passando al piano superiore, le celle dei frati.

Uno dei punti di maggiore interesse è dato dalla grotta di San Francesco. Per raggiungere la grotta del Santo si dovrà discendere lungo una scalinata e attraversare una minuscola porticina. Attualmente la “Grotta di San Francesco” è suddivisa in due vani; uno ospita il letto di pietra e l’altro invece ospita un sasso presumibilmente utilizzato per la meditazione. Il muro che chiude la grotta è arricchito con un affresco che mostra la “predica degli uccelli”

Vi è poi una porticina che da all’esterno e seguendo il sentiero si giunge ad un ponte. Attraversandolo si può vedere un bronzo di San Francesco che libera le tortorelle. Da quel punto inizia una passeggiata “panoramica” che prende il nome di “viale di San Francesco” e che vi porterà alla scoperta del bosco e dei luoghi di devozione li presenti.

Ovviamente oltre la grotta di Sa Francesco, potrete visitare anche le grotte dei suoi discepoli.

Le leggende legate all’Eremo

grotta dell'eremo

Qui di seguito vi riportiamo alcune leggende che si legano strettamente all’Eremo delle carceri.

  • Secondo leggenda l’acqua che sgorga dal pozzo che sorge al centro del cortile è da attribuirsi ad un miracolo di San Francesco
  • Nei pressi del monastero si trova un burrone che secondo la tradizione locale in origine era il letto di un fiume. Stando alle cronache locali il Santo chiese al fiume di non fare rumore perchè disturbava la sua meditazione
  • All’interno della grotta di San Francesco si trova un buco nel terreno che si narra essere stato provocato dal demonio quando sprofondò nell’abisso dopo essere stato scacciato da Ruflino.