Incastonato come un diamante prezioso proprio nel punto in cui i tre rami del Lago di Como si incontrano, Bellagio è un borgo che non ha bisogno di presentazioni. Soprannominato la “Perla del Lario”, questo comune pittoresco offre panorami mozzafiato, con le maestose vette delle Alpi che si stagliano a nord, riflettendosi nelle acque blu cobalto.
Bellagio è da secoli la meta prediletta per viaggiatori, intellettuali, artisti e aristocratici in cerca di un rifugio elegante lontano dalla frenesia e dallo stress della vita quotidiana. Le sue stradine acciottolate, le boutique eleganti e i ristoranti affacciati sull’acqua creano un’atmosfera sospesa nel tempo. Ma se vi siete imbattuti in questo borgo incantevole, o state programmando di farlo, c’è un tesoro inestimabile che merita la vostra attenzione: stiamo parlando di Villa Melzi d’Eril, uno dei complessi architettonici e paesaggistici più belli e romantici che l’Italia custodisce.
Il Complesso Monumentale di Villa Melzi d’Eril: Un Tuffo nell’Ottocento
Quando si parla delle storiche ville lariane, ci si immerge in un mondo fatto non solo di architetture sfarzose, ma anche, e soprattutto, di parchi secolari che sfumano dolcemente verso le acque del lago. Il complesso di Villa Melzi d’Eril non fa eccezione, rappresentando uno degli esempi più alti e raffinati di integrazione perfetta tra arte umana e natura.
Visitare questa tenuta significa intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo, passeggiando tra le ombre di alberi esotici e ammirando sculture silenziose. L’intera tenuta, che si estende elegante lungo la costa, è composta da diverse anime:
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La Villa neoclassica, fulcro della tenuta.
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I lussureggianti Giardini storici, capolavoro di botanica e paesaggistica.
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L’Aranciera (o Orangerie), oggi trasformata in un affascinante museo.
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La Cappella gentilizia, luogo di pace e raccoglimento.
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La Collina-pineta, che fa da sfondo naturale e abbraccia l’intera proprietà.
La Villa: Eleganza Neoclassica e Fasti Napoleonici
Il cuore pulsante del complesso fu realizzato a tempo di record, tra il 1808 e il 1810, per volere di Francesco Melzi d’Eril, Duca di Lodi e fedelissimo Vice Presidente della neonata Repubblica Italiana sotto Napoleone Bonaparte. Desideroso di possedere una dimora che potesse rivaleggiare con la Villa Reale di Monza e che esprimesse il suo prestigio politico, il duca affidò il progetto al celebre architetto Giocondo Albertolli.
Albertolli optò per uno stile neoclassico puro e rigoroso, privo di orpelli eccessivi, affinché fosse il paesaggio circostante a esaltare la struttura, e non viceversa. Al termine dei lavori, questa divenne la sfarzosa dimora estiva del Duca, un luogo di svago e rappresentanza che mantenne fino alla fine dei suoi giorni.
Esterni e Interni d’Autore
Osservando la villa dal lago, si rimane colpiti dalla sua pianta regolare e simmetrica. La facciata rivolta verso l’acqua è preceduta da una scenografica scalinata a doppia rampa, alla cui base fanno la guardia quattro leoni in stile egizio, un chiaro omaggio al fascino per l’antico Egitto scaturito proprio dalle campagne napoleoniche.
Ai lati del grande terrazzo e del suggestivo parterre a lago, si ergono due magnifiche statue in marmo risalenti al Cinquecento. Rappresentano Apollo e Meleagro e sono storicamente attribuite al talento dello scultore Guglielmo della Porta.
Sebbene la dimora mantenga oggi un carattere privato, è noto che gli interni vantino decorazioni e arredi supervisionati dallo stesso Albertolli. Le sale furono impreziosite dal genio dei più grandi artisti dell’epoca: vi lavorarono pittori del calibro di Andrea Appiani e Giuseppe Bossi, lo scenografo della Scala di Milano Alessandro Sanquirico, scultori di fama mondiale come Antonio Canova e Giovan Battista Comolli, Pompeo Marchesi, e il magistrale bronzista Luigi Manfredini. Una vera e propria accademia dell’arte ottocentesca racchiusa in poche mura.
I Giardini: Un Paradiso Botanico Affacciato sull’Acqua
Se l’edificio principale è un trionfo di architettura, i Giardini di Villa Melzi sono senza dubbio lo spazio meglio conservato, più celebre e suggestivo dell’intera tenuta. Progettati come giardini all’inglese—con le loro forme apparentemente spontanee ma in realtà studiatissime—furono ideati dall’architetto Luigi Canonica e dal botanico Luigi Villoresi. Questa coppia di talenti non era nuova a sfide del genere: furono loro, infatti, a curare la sistemazione dell’immenso Parco della Villa Reale di Monza.
Passeggiare qui significa camminare in un vero e proprio museo a cielo aperto. I vialetti serpeggiano tra prati perfetti, seguendo dolcemente il profilo del lago, intervallati da gruppi di grandi alberi e boschetti suggestivi.
Il Chiosco Moresco e l’Ispirazione Romantica
Lungo la passeggiata a lago, circondati da fioriture spettacolari di camelie e azalee (se visitate il parco in primavera), vi imbatterete in numerose sculture scultoree. Tra queste, spicca il famoso gruppo marmoreo di Dante e Beatrice, realizzato dal Comolli. Si dice che proprio questa scultura, avvolta dall’atmosfera romantica del giardino, abbia ispirato il grande compositore e pianista Franz Liszt durante il suo soggiorno a Bellagio per la stesura della sua celebre “Sonata a Dante”.
Il Giardino Orientale
Una delle sorprese più affascinanti per i visitatori si trova subito a sinistra, non appena si varca l’ingresso principale di Bellagio: il Giardino Orientale. Questo angolo zen è stato sapientemente adattato per ricreare le atmosfere del Sol Levante. Attraversando piccoli ponti e seguendo i sentieri di ghiaia, vi troverete di fronte a un idilliaco laghetto di ninfee. Qui crescono aceri giapponesi che in autunno si tingono di rosso fuoco, creando un contrasto meraviglioso con il verde dei prati.
Lungo l’esplorazione, gli amanti della botanica potranno rifarsi gli occhi ammirando piante rare ed esotiche, come giganteschi cedri del Libano, sequoie, ginkgo biloba e alberi secolari maestosi, il tutto sempre accompagnato dal dolce sciabordio delle onde del lago.
L’Aranciera-Museo: Custode delle Memorie Napoleoniche
A pochi passi dalla villa vera e propria, si trova una struttura che un tempo aveva una funzione puramente agricola e ornamentale: la serra, nota anche come Orangerie o Aranciera. Nel diciannovesimo secolo, quasi tutte le ville di prestigio possedevano un edificio simile, dotato di ampie vetrate esposte al sole, utilizzato per mettere al riparo le delicate piante di agrumi e le specie esotiche durante i rigidi inverni prealpini.
Oggi, questo luminoso edificio ha trovato una nuova e nobile vocazione: è stato trasformato in un museo storico. Al suo interno sono amorevolmente custoditi cimeli e memorie legate al periodo napoleonico e alla vita di Francesco Melzi d’Eril. Entrando, potrete ammirare:
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Reperti storici di inestimabile valore.
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Un imponente busto di Napoleone Bonaparte.
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Le antiche chiavi della città di Milano.
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I cannoni originali risalenti alla prima Campagna d’Italia del 1796.
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Alcuni pregevoli frammenti di affreschi rinascimentali salvati dalla distruzione di antiche chiese.
È una piccola ma intensa parentesi storica che arricchisce enormemente la visita naturalistica.
La Cappella Gentilizia: Un Gioiello nel Borgo di Loppia
Proseguendo la passeggiata fino all’estremità sud del vasto giardino, il panorama si apre sull’incantevole frazione di Loppia, caratterizzata dal suo piccolo e tranquillo approdo turistico dove un tempo dondolavano le tradizionali barche lariane, le “Lucie”. Proprio qui, incorniciata da cipressi secolari, sorge la Cappella gentilizia dei Melzi.
L’edificio, rigorosamente neoclassico come la villa, porta nuovamente la firma inconfondibile di Giocondo Albertolli. La facciata, sobria e solenne, anticipa un interno ricco di tesori. La cappella è infatti splendidamente decorata con stucchi e affreschi di Angelo Monticelli, mentre a impreziosire l’ambiente vi sono sculture di Giovanni Battista Comolli.
Questo luogo sacro non è solo un capolavoro architettonico, ma è anche il mausoleo di famiglia. Nella sacrestia, situata alla destra dell’altare maggiore, riposano le spoglie dei membri della famiglia Melzi d’Eril, mentre a sinistra si trovano le tombe dell’illustre famiglia milanese dei Gallarati Scotti, attuali proprietari e attenti custodi di questo patrimonio.
Organizzare la Visita: Cosa si può vedere oggi
È importante precisare, per gestire al meglio le proprie aspettative di viaggio, che gli spazi interni della dimora principale (la villa vera e propria) non sono aperti al pubblico, essendo tutt’oggi una residenza privata.
Tuttavia, questo non deve scoraggiare in alcun modo la visita! Il fascino di Villa Melzi risiede primariamente nei suoi esterni. L’accesso a pagamento alla tenuta vi garantirà l’ingresso ai seguenti straordinari spazi:
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Gli ampi Giardini storici (incluso il Giardino Orientale e il laghetto delle ninfee).
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La Cappella neoclassica (visibile e accessibile nell’area di Loppia).
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Il Museo dell’Aranciera (per un tuffo nella storia di fine ‘700/inizio ‘800).
Consiglio di viaggio: La primavera (tra aprile e maggio) è indubbiamente il momento migliore per godere delle spettacolari fioriture di azalee e rododendri, ma anche l’autunno regala un’esperienza mozzafiato grazie alle calde tonalità del foliage degli aceri giapponesi. Prevedete almeno un’ora e mezza o due ore per una visita rilassata.
Come Arrivare a Villa Melzi d’Eril: Info Pratiche
Bellagio si trova sulla punta del promontorio centrale del Lago di Como, una posizione che lo rende tanto spettacolare quanto particolare da raggiungere. Ecco le migliori soluzioni per pianificare il vostro viaggio verso la villa:
In Auto
Per chi ama guidare sulle strade panoramiche (sebbene spesso strette e tortuose), ci sono due direttrici principali:
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Da Como: Seguire la strada statale SS583 costeggiando il ramo sinistro del lago in direzione Bellagio. È un percorso altamente panoramico.
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Da Lecco: Seguire la SS583-SP583 risalendo il ramo destro del lago verso nord in direzione Bellagio.
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Dove Parcheggiare: Una volta giunti a destinazione, potrete cercare parcheggio lungo il Lungolario Manzoni (il lungolago principale di Bellagio) oppure dirigervi direttamente verso la tranquilla zona di Loppia, nei pressi della Cappella della Villa.
In Treno (Combinato)
Poiché Bellagio non ha una propria stazione ferroviaria, il treno richiede un trasbordo:
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Dal Nord Europa (Zurigo – Como): Ottimi collegamenti! Ogni ora partono treni diretti dalla stazione centrale di Zurigo (Zürich HB) diretti alla stazione di Como San Giovanni.
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Da Milano (Milano – Como – Bellagio): Dalla Stazione di Milano Centrale potete prendere un treno Trenitalia per Como San Giovanni, oppure dalla stazione di Milano Cadorna (Ferrovie Nord) prendere un treno Trenord per Como Lago. Una volta a Como, dovrete proseguire in autobus o battello.
In Autobus o in Battello (La Scelta Consigliata)
Arrivare a Bellagio dal lago è indubbiamente l’esperienza più romantica e suggestiva. Se vi trovate a Como, avete due fantastiche opzioni:
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In Autobus (Linea C30): Direttamente dal piazzale della stazione di Como o dalle fermate limitrofe, partono gli autobus dell’ASF Autolinee con circa dieci corse giornaliere per Bellagio. Un viaggio comodo e immerso nel verde.
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In Battello o Aliscafo: L’opzione migliore in assoluto! Dalla stazione ferroviaria di Como San Giovanni, con una breve passeggiata di soli 10 minuti, raggiungerete il terminal della Navigazione Laghi in Piazza Cavour. Da qui, potrete imbarcarvi su un rilassante battello tradizionale (che ferma in vari borghi, permettendovi di godere del paesaggio lentamente) o prendere l’aliscafo (la soluzione più rapida per raggiungere Bellagio “volando” sulle acque).
