Immerso in un bosco di larici e abeti, in località Belvedere a Gressoney-Saint-Jean, sorge una dimora che sembra uscita direttamente da una favola ottocentesca: Castel Savoia. Chi giunge qui per la prima volta, alzando lo sguardo verso le sue torri aguzze che si stagliano contro il ghiacciaio del Lyskamm, potrebbe pensare di trovarsi di fronte a un antico maniero medievale.
Non lasciatevi però fuorviare dall’aspetto austero e dal nome imponente: l’edificio di cui vi parleremo non è una fortezza militare, ma una raffinata villa di villeggiatura voluta fortemente dalla Regina Margherita di Savoia. Un luogo dell’anima, costruito per celebrare la bellezza della montagna e il riposo dello spirito.
Un Amore a Prima Vista: La Genesi del Castello
Per comprendere l’essenza di Castel Savoia, bisogna fare un passo indietro nella storia. La Regina Margherita, prima Regina d’Italia e figura iconica del suo tempo, era una donna colta, moderna e profondamente innamorata della montagna. Dal 1889, la sovrana era solita trascorrere le sue estati a Gressoney ospite dei Baroni Beck-Peccoz nella loro villa (Villa Margherita).
Tuttavia, il desiderio di possedere una residenza tutta per sé in quella valle che tanto amava divenne presto irresistibile. Individuò il luogo perfetto alle falde del Colle della Ranzola, in una posizione panoramica mozzafiato che domina l’intera vallata fino al ghiacciaio.
Superate le iniziali reticenze del marito, Re Umberto I (che preferiva il Castello di Sarre per le sue battute di caccia), la Regina ottenne il via libera. Il progetto fu affidato all’architetto di fiducia di Casa Savoia, Emilio Stramucci, che aveva già lavorato alle decorazioni del Palazzo Reale di Torino e al Quirinale.
Una Storia segnata dal Destino
La prima pietra fu posata solennemente il 24 agosto 1899. I lavori procedettero spediti, terminando nel 1904. Purtroppo, il Re Umberto I non vide mai l’opera completata: partecipò alla posa della prima pietra, ma fu assassinato a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci nel luglio del 1900.
Nonostante il lutto, la Regina Margherita, ormai divenuta Regina Madre, fece di questo castello il suo rifugio estivo prediletto. Qui trascorse lunghi periodi di villeggiatura fino al 1925 (l’anno prima della sua morte), circondandosi di poeti, letterati, nobili e dell’adorato nipote, il futuro Re Umberto II.
Dopo la morte della Regina, il castello visse un periodo di oblio. Fu venduto nel 1936 all’industriale milanese Ettore Moretti, che ebbe il merito di conservarlo quasi intatto, preservandone gli arredi originali. Nel 1981, la proprietà è stata acquisita dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, che lo ha aperto al pubblico rendendolo uno dei monumenti più visitati della regione.
Architettura Eclettica: Un Omaggio allo Stile “Lombardo”
Castel Savoia è un capolavoro dello stile eclettico, molto in voga tra fine Ottocento e inizio Novecento. L’architetto Stramucci riuscì a fondere elementi neogotici con richiami all’architettura medievale fantastica, creando un unicum visivo.
La struttura, a pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani ed è caratterizzata da cinque torri cuspidate, tutte diverse l’una dall’altra per altezza e forma. Questa asimmetria è voluta e dona all’edificio un dinamismo sorprendente. I materiali utilizzati sono un inno al territorio:
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Pietra grigia da taglio: estratta dalle cave di Gaby, Chiappace e macigni locali, conferisce all’esterno il suo colore argenteo caratteristico.
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Legno pregiato: utilizzato per le verande e gli interni, in perfetto stile alpino.
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Pietra di Vert: proveniente dalle cave di Donnas, utilizzata per i pilastri e le decorazioni interne.
Tour Virtuale: Dentro le Stanze della Regina
Entrare a Castel Savoia significa immergersi nell’atmosfera della Belle Époque. Gli interni sono straordinariamente conservati e colpiscono per la ricchezza delle boiserie (rivestimenti in legno), i soffitti a cassettoni e gli arredi in stile Liberty. Ovunque, ricorre il tema decorativo della margherita, il fiore simbolo della Regina, intrecciato spesso con i nodi sabaudi e i motti di casa Savoia.
Il Piano Terra: La Zona Giorno
Varcato l’ingresso, ci si trova nell’atrio monumentale, dominato da colonne in pietra grigia e soffitti in legno intagliato. Qui si sviluppa la vita sociale del castello:
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Il Salone d’Onore: Un ambiente vasto e luminoso, con un camino monumentale in pietra locale. Era il cuore pulsante della villa, dove la Regina intratteneva gli ospiti.
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La Sala da Pranzo: Caratterizzata da una boiserie intagliata con motivi a pergamena e un soffitto riccamente decorato.
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La Sala da Gioco: Qui spicca un magnifico tavolo da biliardo originale dell’epoca.
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La Veranda Semicircolare: Forse l’angolo più suggestivo. Una vetrata panoramica che abbraccia il parco e le montagne, dove la Regina amava prendere il tè ammirando il Monte Rosa.
Un elemento architettonico di assoluto pregio è lo Scalone d’Onore. Realizzato in legno di rovere a doppia rampa, è un capolavoro di ebanisteria che conduce ai piani superiori, decorato con grifoni e aquile reali.
Il Piano Nobile: Gli Appartamenti Reali
Salendo al primo piano, si accede alla sfera privata della famiglia reale.
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Appartamento della Regina: È l’ambiente più grande e meglio esposto. Comprende un salottino, la camera da letto e una sala da bagno. Dalle finestre, la vista sul ghiacciaio del Lyskamm è “incorniciata” come un quadro vivente.
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Appartamento di Re Umberto I: Sebbene preparato, non fu mai abitato dal sovrano a causa della sua prematura scomparsa.
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Appartamento del Principe Ereditario (Umberto II): Stanze dedicate al giovane nipote, che qui trascorreva le vacanze con la nonna.
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Camera della Marchesa: Riservata alla dama di compagnia della Regina.
Il Secondo Piano
Il piano più alto, con soffitti mansardati, era dedicato agli ospiti illustri e al seguito di corte. Un dettaglio interessante è l’accesso a un terrazzo coperto su una delle torri, utilizzato come osservatorio privilegiato sul panorama alpino.
Curiosità Tecniche: Le Cucine “Fantasma” e la Ferrovia Sotterranea
Visitando il castello, i più attenti noteranno immediatamente un’assenza importante: mancano le cucine. Non si tratta di una dimenticanza dell’architetto, ma di una precisa volontà della Regina Margherita. La sovrana, infatti, detestava gli odori di cibo che permeavano i tessuti e i rumori delle stoviglie che potevano disturbare le conversazioni o il riposo.
La soluzione fu ingegnosa e moderna: le cucine furono costruite in un edificio separato, a circa 30 metri dalla villa (l’attuale biglietteria e servizi igienici). Ma come far arrivare le pietanze calde alla tavola reale, specialmente con il clima rigido di montagna? Venne scavata una galleria ipogea che collegava le cucine al piano interrato del castello. All’interno del tunnel fu posato un doppio binario di tipo Decauville, su cui scorrevano carrelli termici chiusi ermeticamente. Una volta giunti nel seminterrato, i carrelli venivano caricati su un montavivande che li portava direttamente nell’office adiacente alla sala da pranzo. Un sistema di logistica alberghiera all’avanguardia per l’epoca!
Il Giardino Botanico Alpino: Un Gioiello Verde
La visita a Castel Savoia non si esaurisce tra le mura domestiche. Ai piedi del castello, nel 1990, è stato inaugurato il Giardino Botanico Alpino “Castel Savoia”. Sviluppato su una superficie rocciosa, il giardino ospita specie rare e caratteristiche dell’ambiente alpino e subalpino. È un tripudio di colori e profumi, specialmente durante la fioritura estiva (luglio-agosto), quando le specie come il Giglio Martagone, la Stella Alpina e varie genziane offrono uno spettacolo naturale unico.
Informazioni Utili per la Visita
Per chi desidera pianificare una visita, ecco alcuni dettagli pratici:
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Accesso: Il castello è raggiungibile in auto arrivando a Gressoney-Saint-Jean, seguendo le indicazioni per “Castel Savoia”. È disponibile un ampio parcheggio gratuito a valle, da cui parte una breve passeggiata in salita nel bosco (circa 10-15 minuti) o una navetta (in alta stagione).
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Biglietti: È consigliabile (e talvolta obbligatorio) prenotare online sul sito ufficiale dei Beni Culturali della Valle d’Aosta, specialmente nei weekend estivi.
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Durata: La visita guidata dura circa 30-40 minuti.
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Dintorni: Dopo la visita, non perdete l’occasione di visitare il grazioso centro storico di Gressoney-Saint-Jean, il Lago Gover e il Museo della Fauna Alpina.
Castel Savoia non è solo un edificio storico; è la testimonianza di un’epoca in cui l’architettura cercava di dialogare con la natura sublime delle Alpi. È il lascito di una Regina che amava queste vette più di ogni altra cosa.
