Nel cuore verde del Molise, incastonato nella pittoresca provincia di Campobasso, si nasconde un tesoro inestimabile che attende solo di essere esplorato. Nel Comune di Sepino, circondato dai paesaggi mozzafiato del massiccio del Matese, sorge un’area archeologica di straordinaria bellezza e conservazione, le cui origini si perdono tra il II secolo a.C. e i fasti dell’Impero Romano.
Conosciuto ai più come Antiquarium di Saepinum-Altilia (oggi cuore del Parco Archeologico di Sepino), questo sito è una vera e propria macchina del tempo. A differenza delle rovine soffocate dall’espansione urbana moderna, Sepino offre un’esperienza immersiva, dove le pietre millenarie dialogano armoniosamente con la natura circostante e con le antiche tradizioni contadine.
Visitare Sepino significa intraprendere un viaggio attraverso due epoche storiche distinte ma profondamente intrecciate. Il sito archeologico, infatti, si divide in due grandi aree principali:
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Terravecchia (o Saipins): l’antico e fiero insediamento sannita.
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Saepinum-Altilia: la maestosa e successiva città romana.
Procediamo per gradi e addentriamoci nella storia millenaria di questo luogo affascinante.
Saepinum: Le Origini e la Storia del Sito Archeologico
La storia di Sepino è una narrazione di conquiste, di strategie militari e di pacifiche transumanze lungo le antiche vie erbose. Tutto ebbe inizio con il fiero popolo dei Sanniti.
L’Alba Sannitica: La Nascita di Saipins
Inizialmente, il nucleo originario, chiamato Saipins, fu edificato in alta quota sulla montagna retrostante l’attuale città romana, in un’area oggi nota come Terravecchia. Questo villaggio fortificato sorgeva a ben 950 metri sul livello del mare, incastonato tra i fiumiciattoli Magnaluno a nord e Saraceno a sud.
La scelta di fondare la città in questa specifica, e all’apparenza impervia, posizione fu dettata da una pura e vitale strategia militare e commerciale. Da quell’altura privilegiata, i Sanniti potevano dominare e controllare le vie d’accesso mercantili e i tratturi della transumanza. La roccaforte fungeva da snodo cruciale tra due profondi burroni che mettevano in comunicazione diverse anime della penisola: l’Apulia a sud, il Sannio Pentro a nord, la costa adriatica molisana a est e la fascia tirrenico-campana a ovest.
L’Arrivo dei Romani e la Nascita di Saepinum
Tuttavia, la fiera resistenza dei Sanniti dovette prima o poi piegarsi alla inesorabile avanzata di Roma. Nel 293 a.C., in occasione delle aspre battaglie della terza guerra sannitica, la roccaforte di Saipins venne espugnata dalle legioni romane. A seguito della sconfitta e delle successive riorganizzazioni territoriali, la popolazione si spostò progressivamente più a valle.
È dopo la guerra sociale (inizi del I secolo a.C.) che inizia a delinearsi l’impianto della città che oggi ammiriamo: il nuovo insediamento divenne a tutti gli effetti un fiorente centro amministrativo romano. Tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., Saepinum visse il suo massimo splendore. Vennero erette possenti mura difensive – costruite nel primo impianto in perfetta opera reticolata – arricchite da torri di guardia poste a intervalli regolari, svettanti sopra le porte monumentali che garantivano l’accesso all’abitato.
I Siti Archeologici: Un’Immersione tra i Resti di un Passato Glorioso
Ora che abbiamo tracciato le coordinate storiche di questo territorio, è facile comprendere l’origine della coesistenza dei due siti archeologici. Passiamo quindi a scoprire nel dettaglio cosa offre oggi la visita, partendo dalle alture del Sannio per scendere nel cuore dell’Impero.
Terravecchia: Il Respiro dell’Antico Sannio
Del nucleo originale di Terravecchia, il sito più antico dei due, oggi non resta molto di evidente a colpo d’occhio, avendo la natura ripreso gran parte dei suoi spazi.
Eppure, ciò che ancora oggi si erge fiero, a dispetto del tempo e delle intemperie, sono le imponenti mura megalitiche che cingevano l’abitato sannitico. Ciò che ne resta corrisponde a una porzione di circa 500 metri. Lungo questo possente tratto fortificato si aprono ancora tre antiche porte d’accesso, denominate:
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“Postierla del Matese”
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“Porta dell’Acropoli”
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“Porta del Tratturo”, chiara testimonianza dell’importanza della pastorizia transumante per l’economia dell’epoca.
Saepinum-Altilia: La Magnificenza della Città Romana
Scendendo a valle, i resti della città romana si sono certamente mantenuti molto meglio e ancora oggi sono magnificamente visibili e fruibili. La rinascita di questa “Piccola Pompei” si deve agli scavi archeologici sistematici condotti a partire dal 1950, che hanno riportato alla luce un tesoro inestimabile.
Il Teatro Romano e l’Antiquarium
Una delle peculiarità più affascinanti di Saepinum è la perfetta e pittoresca simbiosi tra i resti antichi e l’architettura rurale dei secoli successivi.
L’Antiquarium di Sepino, infatti, è allestito all’interno di deliziosi edifici rurali che si sono impiantati, dal ‘700 in poi, direttamente sulle antiche strutture del teatro romano. In particolare, le case coloniche sono state costruite ricalcando l’emiciclo della cavea (le gradinate dove un tempo sedevano gli spettatori), ripetendo così il suo originario disegno planimetrico. Queste case, edificate con pietre di spoglio recuperate dalle rovine, conservano ancora all’interno gli elementi caratteristici e funzionali della vita quotidiana dei contadini: il lavandino, il camino e il forno. Un dettaglio ingegnoso riguarda le antiche nicchie ricavate nelle murature romane, un tempo utilizzate come ripostigli e oggi riadattate a eleganti espositori per i reperti museali.
Il Foro, la Basilica e gli Edifici Pubblici
Il cuore pulsante di Saepinum era, senza dubbio, il Foro. Ancora oggi la sua maestosa pianta rettangolare è perfettamente riconoscibile, e il pavimento originale, realizzato con grandi lastroni in pietra lavorata, è ben visibile sotto i passi dei visitatori.
Su questa vivace piazza si aprivano i principali edifici pubblici, religiosi e amministrativi della città:
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La Curia, luogo di riunione del senato locale.
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Il Capitolium, tempio dedicato alla triade suprema.
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La Basilica. Di questo edificio fondamentale restano splendide testimonianze: è ancora possibile ammirare, svettanti verso il cielo, le venti colonne circolari di ordine ionico dal fusto liscio che ne delineavano la struttura architettonica.
Il Mercato, le Terme e la Cinta Muraria
Alle spalle della Basilica sorgeva il Macellum, ovvero l’antico mercato cittadino, fulcro dell’economia locale. Proseguendo verso il fondo dell’area archeologica, è possibile scorgere i complessi resti di una delle antiche Terme, a dimostrazione della raffinatezza e dell’attenzione al benessere che i Romani esportavano in ogni angolo dell’Impero.
La possente cinta muraria romana è uno degli elementi più spettacolari del sito. Grazie alle importanti e recenti campagne di scavo avviate nel 2010, è stata riportata alla luce una buona parte delle mura e delle spettacolari porte monumentali che regolavano gli accessi alla città in corrispondenza del Cardo e del Decumano, come Porta Bojano, Porta Benevento, Porta Tammaro e Porta Matese.
I Mausolei Funerari
Per concludere la passeggiata archeologica, è doveroso notare la presenza di affascinanti edifici funerari, edificati – come dettava l’usanza romana – all’esterno del perimetro abitato. Poco distanti dalla città antica, e più precisamente in prossimità delle porte Bojano e Benevento, svettano due mausolei monumentali. Il primo è un omaggio alla potente famiglia locale dei Numisi, mentre il secondo fu innalzato in onore di Caio Ennio Marso, garantendo ai loro nomi un’eternità incisa nella pietra.
Informazioni Utili per Visitare il Parco Archeologico
Per vivere appieno la magia della storia e organizzare una visita all’area di Saepinum, ecco le indicazioni pratiche e aggiornate da tenere a mente per il tuo viaggio in Molise.
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Orari di apertura del sito: Il Parco è aperto con orario continuato. I cancelli aprono alle ore 08:15 e chiudono alle ore 19:15 (si consiglia di verificare sempre le eventuali variazioni stagionali, tenendo presente che l’ultimo ingresso è consentito 30 minuti prima della chiusura).
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Giorni di apertura: Ottime notizie per i viaggiatori! Il sito è aperto tutti i giorni della settimana.
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Prezzo del biglietto: Dal 2024 l’area è divenuta un Parco Archeologico Autonomo. Il biglietto di ingresso unico (che include l’Area Archeologica e il Museo) ha un costo di 10,00 euro per la tariffa intera, mentre il biglietto ridotto ha un costo di 2,00 euro (rivolto, ad esempio, ai giovani tra i 18 e i 25 anni). L’ingresso è inoltre gratuito in occasione delle prime domeniche del mese.
