L’Area Naturale Marina Protetta di Portofino è una delle perle più preziose della Riviera Ligure, un vero e proprio santuario della biodiversità che richiama ogni anno viaggiatori da tutto il mondo. Questa lingua di costa, caratterizzata da scogliere a picco e acque cristalline, è ricca di tesori dal valore inestimabile e riveste un enorme interesse turistico, in particolar modo per gli appassionati di snorkeling e immersioni subacquee.
Tuttavia, tra i meravigliosi tesori naturalistici custoditi dalle profondità di questo mare, uno in particolare merita tutta la nostra attenzione, unendo arte, devozione e storia: il celebre “Cristo degli Abissi”. Questa suggestiva statua bronzea dimora sul fondale marino della pittoresca baia di San Fruttuoso, incastonata esattamente a metà strada tra i borghi marinari di Camogli e Portofino, da oltre sessant’anni.
L’Incanto della Baia di San Fruttuoso
Prima di immergersi alla scoperta della statua, è impossibile non menzionare lo scenario che la custodisce. La baia di San Fruttuoso è un luogo magico, raggiungibile esclusivamente via mare (tramite i battelli che partono da Camogli, Santa Margherita Ligure o Rapallo) o a piedi, attraverso i suggestivi e impervi sentieri del Promontorio di Portofino. A dominare la caletta c’è la millenaria Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, un monastero benedettino risalente all’anno Mille, che si specchia direttamente sull’acqua color smeraldo, creando un’atmosfera sospesa nel tempo.
La Genesi dell’Opera: Memoria e Devozione
La storia della nascita del Cristo degli Abissi è profondamente toccante e legata a doppio filo ai pionieri della subacquea italiana. L’idea di posare una grande statua sul fondo marino venne a Duilio Marcante, una figura leggendaria della subacquea. Il suo intento era tutt’altro che casuale: Marcante voleva creare un luogo di preghiera e di raccoglimento sottomarino a seguito della tragica scomparsa dell’amico Dario Gonzatti (il primo subacqueo italiano a utilizzare l’autorespiratore ad ossigeno), che perse la vita proprio durante un’immersione in quelle acque nel 1947.
Marcante fece forti pressioni e coinvolse autorità e cittadini affinché venisse posta una statua di Cristo nella baia, un faro spirituale per tutti coloro che vivono, esplorano e, talvolta, perdono la vita in mare.
L’opera fu infine commissionata allo scultore Guido Galletti e fusa nel 1954 presso la rinomata Fonderia Artistica Battaglia di Milano.
I Dettagli di una Statua Unica
Galletti creò un’opera imponente e ricca di significato:
-
Altezza e Peso: La statua ha un’altezza di 2,50 metri e pesa ben 260 chilogrammi.
-
Il Materiale: È realizzata interamente in bronzo. Ma non un bronzo qualsiasi: il metallo utilizzato per la sua fusione fu ottenuto fondendo insieme medaglie al valore, elementi navali, eliche di sommergibili smantellati e vecchie campane, rendendola letteralmente un concentrato di storia marinara.
-
La Posa: Le braccia del Cristo sono aperte in segno di pace e protezione, con le mani e lo sguardo rivolti idealmente verso l’alto, a Dio in cielo, e verso la superficie del mare.
-
Il Basamento: La scultura poggia su un massiccio basamento di calcestruzzo (del peso di circa 90 tonnellate) che riporta una targa commemorativa dedicata a Duilio Marcante, posta lì successivamente alla sua morte.
L’Emozionante Giorno della Posa (1954)
L’operazione per il posizionamento dell’opera sul fondo marino, avvenuta il 29 agosto 1954, fu un momento di fortissima emozione collettiva per gli abitanti della Liguria e per l’intera comunità subacquea italiana.
Centinaia di imbarcazioni, cariche di migliaia di spettatori, attorniavano il piccolo specchio di mare prescelto per la posa, delimitato da un pontone della Marina Militare Italiana. La statua venne agganciata a una gru per essere calata lentamente sotto il livello del mare.
Le cronache dell’epoca raccontano un aneddoto suggestivo: durante le delicate operazioni di discesa, a causa di un piccolo inconveniente tecnico, i cavi del verricello si bloccarono all’improvviso. Il Cristo rimase così sospeso a mezz’acqua, cullato dalle correnti, con le grandi braccia spalancate verso il cielo. Agli occhi dei presenti, quell’imprevisto sembrò quasi una sorta di invocazione divina, come se la statua stesse esitando prima di abbandonare la luce del sole per l’oscurità del fondale. Superato l’inconveniente, l’operazione proseguì con successo e la statua toccò il fondale sabbioso a 17 metri di profondità, esattamente come da programma.
Il Restauro: Il Ritorno in Superficie
Il mare è un ambiente ostile per i metalli e, con il passare dei decenni, il Cristo ha avuto bisogno di cure. Inoltre, nell’anno 2000, una disattenzione causata da un’ancora calata in modo incauto provocò il parziale distaccamento di una mano della statua.
Per questo motivo, nel 2003, la scultura è stata eccezionalmente tirata in superficie. Oltre a saldare e ricollocare la mano tranciata, i restauratori l’hanno liberata dalle spesse incrostazioni di alghe, spugne e crostacei che ne avevano alterato i lineamenti, riportando il bronzo al suo antico splendore. Dopo un anno di lavori, nel 2004, il Cristo degli Abissi è tornato nella sua casa sottomarina, riposizionato su un nuovo basamento, pronto ad accogliere nuovamente le visite dei sub.
Immergersi verso il Cristo: Una Tappa Obbligata per i Sub
Oggi, visitare il Cristo degli Abissi è considerato una sorta di “pellegrinaggio” per i subacquei. Trovandosi a 17 metri di profondità, l’immersione è considerata relativamente semplice e accessibile anche ai subacquei con brevetto di primo livello (Open Water), grazie anche alle correnti deboli e alla visibilità spesso ottima della baia.
Quando l’acqua è particolarmente limpida e il sole è alto nel cielo, la statua è visibile anche dalla superficie, rendendo il sito un’attrazione perfetta anche per chi pratica semplicemente lo snorkeling armato di maschera e boccaglio.
Una volta sott’acqua, ci si accorge che il Cristo non è solo. Attorno a lui la vita marina ferve: nuvole di castagnole, cernie, dentici e murene nuotano tra le alghe che incorniciano il basamento, ricordandoci che la statua è ormai diventata parte integrante dell’ecosistema della Riserva Marina.
La Magica Festa del Cristo degli Abissi
Il profondo legame tra il territorio ligure e la statua è rimarcato da una sentita commemorazione annuale. La “Festa del Cristo degli Abissi” si svolge tradizionalmente a fine estate (di solito l’ultimo sabato di luglio) ed è un evento di rara bellezza, dedicato al ricordo di tutte le vittime del mare.
Il momento clou della commemorazione avviene in notturna. Una suggestiva processione illuminata da torce parte dall’Abbazia di San Fruttuoso per giungere fino alla piccola spiaggia di ciottoli. Da lì, a bordo di un’imbarcazione, un sacerdote si dirige verso il punto esatto in cui giace la statua per effettuare un rito di benedizione delle acque.
Durante la cerimonia in mare, l’atmosfera si fa intima e silenziosa: tutte le luci artificiali della baia e delle barche vengono spente, lasciando che lo specchio d’acqua sia illuminato solo dalla luce tremolante delle candele. Subito dopo, i sommozzatori dei corpi dello Stato (Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e Marina Militare) si immergono nell’oscurità per deporre sul capo del Cristo una corona di alloro. La serata si conclude con il ritorno del sacerdote nell’Abbazia, dove viene celebrata una commossa Santa Messa in onore di chi ha dedicato la propria vita, o l’ha persa, tra le onde.
Un Simbolo Universale Oltre i Confini Italiani
La potenza evocativa del Cristo degli Abissi di San Fruttuoso è stata tale da superare i confini nazionali. L’opera originale di Galletti ha infatti ispirato la creazione di altre copie poste in diverse parti del mondo per proteggere i subacquei. Tra le più famose troviamo quella posata nel mare dei Caraibi, a largo della costa di Grenada (in ricordo del salvataggio dei passeggeri del transatlantico italiano Bianca C), e quella nelle acque della Florida, nel parco corallino di Key Largo (John Pennekamp Coral Reef State Park).
Tuttavia, nessuna replica può eguagliare il fascino dell’originale ligure. Il Cristo degli Abissi di Portofino rimane un capolavoro insuperato, un ponte silenzioso tra la spiritualità umana e l’eterno respiro dell’oceano. Un incontro ravvicinato con questa figura di bronzo, nel blu profondo del Mar Ligure, è un’esperienza che nessun viaggiatore o amante del mare potrà mai dimenticare.
